L'amianto è sui documenti ufficiali della Regione Piemonte
Data: Saturday, 26 November @ 20:08:15 CET
Argomento: Li sbugiardiamo?


Dal sito della regione Piemonte, http://www.regione.piemonte.it/trasporti/rete/index.htm , si possono scaricare molti documenti relativi al TAV.
Dalla lettura dei numerosi verbali della giunta regionale, risulta evidente come, alla netta opposizione dei Sindaci e degli Enti Locali, non solo della Val di Susa ma anche della cintura di Torino (interessati dal progetto per la parte "Gronda"), siano state date solo delle risposte formali, burocratiche e per nulla approfondite.



Di fronte ad obiezioni di fondamentale e vitale importanza, per I cittadini e il territorio, è stato risposto con argomentazioni del tipo: "… prenderemo atto….", ".. faremo in modo che l'impatto sia il minore possibile", "la legge prevede già che il territorio venga salvaguardato", ".. . effettueremo un monitoraggio continuo… " e così via.
Quello che più mi ha colpito è stata la superficialità con cui è affrontato l'argomento "amianto".Dai verbali e dalle presentazioni, a disposizione nel sito, è comprensibile, anche ai profani, che già in fase di progetto è prevista la presenza dell'amianto, in particolare all'interno delle rocce del Musinè. Alle sue pendici sorgerà uno dei grandi cantieri del TAV, per la realizzazione di una galleria, a due canne, di circa 23 km.
Si legge che il materiale di sfrido, il cosiddetto smarino, non riutilizzabile perché costituito da serpentinite contenente amianto, ammonterà a 1.154.160 m3.
Di questi:
• 415.000 m3 dovranno essere trattati come rifiuti speciali;
• 105.000 m3 come rifiuti tossico-nocivi.
Si legge anche che, in funzione della percentuale di amianto che verrà rilevata nelle rocce e nell'aria, si deciderà a quale tipo di discarica destinare questo tipo di rifiuti pericolosi.
La giunta regionale, inoltre, evidenzia la necessità di tenere conto dell'aumento dei costi generati dalla complessa gestione dello smarino contenente amianto (verbale 20 del 1/8/2005).

Si possono trarre queste conclusioni:
1. La legge dello Stato 27/3/1992 n. 257 “vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto o di prodotti contenenti amianto”.
2. La Regione e I fautori del progetto sono a conoscenza del fatto che troveranno amianto durante i lavori, in quantità decisamente non trascurabile.
3. Regione, Ministero e Unione Europea (tramite la De Palacio) dicono che I sondaggi servono per accertare la presenza di amianto, mentre è già stato scritto, nei loro documenti ufficiali, che l'amianto c'è.
4. Non è scritto in nessun documento (almeno in quelli disponibili) che i lavori verranno fermati, in caso di presenza di amianto accertata, ma che verranno adottate le disposizioni di Legge per lo stoccaggio e la bonifica. Si parla di aspiratori e di miracolosi teloni per coprire i camion che, come è stato calcolato, a migliaia viaggeranno lungo la valle e la cintura di Torino.

Quindi, applicando la semplice regola del sillogismo aristotelico, posso dedurre:
- Chi ordinerà gli scavi per il TAV sotto il Musinè è da considerarsi fuori legge, secondo la L. 257 del 1992.
- Chi dichiara agli organi di informazione che, se venisse trovato l’amianto, i lavori verrebbero fermati, presumibilmente non dice la verità.
- Chi dice che i sondaggi servono per trovare l'amianto nasconde ben diversa motivazione, perché l'amianto è già stato trovato e compare nei documenti ufficiali.







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