Raccolta firme per la smilitarizzazione della valle
Data: Tuesday, 22 November @ 20:24:23 CET
Argomento: Iniziative


APPELLO PER LA DEMOCRAZIA IN VALLE DI SUSA
Da molti anni gli abitanti e tutti gli amministratori dei Comuni della Valle di Susa si oppongono, con ferma determinazione, all’ipotesi di costruzione della linea ad Alta Velocità Torino Lyon.



Le nostre ragioni sono di carattere locale, perchè questa Valle Alpina è già sovraccarica di infrastrutture e per i gravi rischi legati alla salute a causa della presenza di amianto ed uranio nelle montagne che dovrebbero essere attraversate dai tunnel, ma anche di carattere nazionale:
riteniamo infatti l’opera inutile perché i dati tecnici confermano un calo del transito merci sulle Alpi Occidentali e una modesta domanda di trasporto passeggeri, in contrasto con i reali interessi del Paese, per i costi pari a oltre 20 miliardi di euro, risorse che possono essere utilizzate diversamente per migliorare la disastrata rete ferroviaria nazionale, per finanziare i comparti industriali in crisi, per sostenere la ricerca e i settori innovativi, per un diverso modello di sviluppo.
La nostra proposta consiste nel potenziamento della attuale rete ferroviaria con tempi di realizzazione e costi molto contenuti.
Contro le nostre ragioni lo Stato ha deciso di imporre, con la forza e contro la volontà di tutte le Amministrazioni Comunali della Valle e dei suoi abitanti, la costruzione dell’opera.
In valle di Susa si vive una situazione di una grave militarizzazione del territorio: la frazioni Seghino e di Urbiano del Comune di Mompantero, sono bloccate da check-point delle forze di polizia, i residenti possono spostarsi solo presentando la carta d’identità e i non residenti non possono circolare, la montagna simbolo della Valle, il Rocciamelone, è posta sotto sequestro: è una grave situazione di democrazia sospesa che rischia di estendersi a tutta la Valle.
Chiediamo il ripristino dei diritti previsti dalla Costituzione Italiana che garantisce l’espressione del dissenso democratico e la libera circolazione dei cittadini.
Chiediamo quindi a tutti i democratici italiani, agli intellettuali, ai sindacalisti, ai politici, agli artisti, indipendentemente dalla loro opinione sull’Alta Velocità Torino-Lyon, di firmare questo appello che chiede il ritiro della militarizzazione della Valle di Susa, ed esige che in uno stato democratico nessuna grande opera possa essere costruita con la forza e l’imposizione.







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