Costi Torino-Lione superano di molto benefici
Data: Tuesday, 22 November @ 14:22:57 CET
Argomento: dai media


TAV/ LAVOCE.INFO: COSTI TORINO-LIONE SUPERANO DI MOLTO BENEFICI
Tempi lunghi e spesa mettono in questione strategicità opera
22-11-2005 13:22
Roma, 22 nov. (Apcom) - "Lasciando da parte le preoccupazioni ambientaliste e gli esasperati localismi" Andrea Boitani e Marco Ponti, in un articolo su LaVoce.info si chiedono se l'alta velocità Torino-Lione sia veramente strategica per l'Italia. "La parte di valico sarà fruibile solo quando sarà del tutto completata, cioè secondo le previsioni ufficiali, tra il 2018 e il 2020- spiegano i due economisti -. Fino ad allora, i treni continueranno a percorrere per intero la linea storica.



Quanto è lecito che sia differita la disponibilità di un'infrastruttura per continuare a definirla strategica? E quale ritardo nel completamento dei lavori è tollerabile per la strategicità, tenendo conto che i tempi di realizzazione sono nella maggior parte dei casi molto più lunghi di quelli previsti? Quale domanda di traffico?"

"Secondo le stime del Gruppo di lavoro intergovernativo italo-francese , lo stato della domanda di traffico sulla tratta ferroviaria Torino-Lione (nel 1997) era così riassumibile: 10,1 milioni di tonnellate di merci e 1,3 milioni di passeggeri per anno, di cui il 60 per cento in transito notturno. Nel 2004 il traffico merci è sceso a 8,5 milioni di tonnellate/anno" Per il traffico merci "con il potenziamento della linea esistente, la capacità della tratta potrebbe arrivare a 20 Mtonn/anno. Con la realizzazione del progetto Tav, e con un tassa sui caomion di 100 euro, la domanda potrebbe arrivare fino a 21,1 Mtonn/anno" nel 2015. La capacità della nuova linea sarebbe di 40 Mtonn/anno, da aggiungere alle 10 della linea storica così com'è o delle 20 della linea storica potenziata Si realizzerebbe, dunque, un'opera per far rimanere inutilizzata dal 58 al 65 per cento della capacità".

"Sempre secondo le stime del Gli, l'opera non contribuirebbe a uno spostamento "spontaneo" di traffico dalla strada alla rotaia, che rimarrebbe intorno al 39 per cento del totale, contro il 38 per cento del 1997: gli aumenti di traffico sulla linea ferroviaria Torino-Lione si avrebbero a scapito di altre linee ferroviarie. I benefici ambientali (aggregati) e di decongestionamento delle arterie stradali sarebbero nulli o vicini allo zero".

"Il costo della sola tratta di valico stimato dalla società Ltf - Lyon-Turin Ferroviarie, aggiornato al 2003, è di 6,7 miliardi di euro, con una crescita dal 2000 del 17 per cento (stime del Gli). Applicando lo stesso tasso di crescita medio annuo, oggi le previsioni dovrebbero arrivare a 7,46 miliardi di euro. Per la tratta esclusivamente italiana, dovrebbe aggirarsi sui 4,6 miliardi di euro, cui vanno aggiunte le spese per adeguare il nodo di Torino e quelle per il potenziamento della linea storica, necessaria a far fronte ai previsti incrementi di domanda da adesso al 2020.

Le previsioni più accreditate ritengono che il costo per il bilancio pubblico italiano dovrebbe aggirarsi intorno ai 13 miliardi di euro. Ma l'esperienza internazionale insegna che, in media, i costi delle opere ferroviarie sono più alti di un buon 30 per cento rispetto alle previsioni. In questo caso, il costo per il bilancio italiano salirebbe a circa 17 miliardi di euro.

"Non c'è forse il rischio che un costo così ingente porterà con sé ritardo nei finanziamenti e quindi ritardo nella realizzazione dell'opera, allontanando nel tempo la sua utilità economica?. Secondo quali criteri può definirsi strategica un'opera i cui costi (probabilmente sottostimati) superano largamente i benefici, pur stimati molto generosamente? Sarebbe ragionevole attendersi che chi afferma la strategicità fornisse qualche giustificazione un po' più robusta di quelle basate su uno "sguardo alla cartina geografica"".

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