da LaStampa Web del 22/11/05
Data: Tuesday, 22 November @ 10:27:54 CET
Argomento: dai media


ALTA VELOCITÀ ORA LA PAROLA PASSA AL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO. RINVIATO AL 29 L’INCONTRO TRA REGIONE, COMUNE E PROVINCIA E I SINDACI DELLA VALLE
I giudici gelano la Val Susa: avanti con la Tav
Bocciato il ricorso dei proprietari dei terreni mentre si apre un nuovo fronte sulla Gronda merci
22/11/2005
di Maurizio Tropeano



Nullo il primo ricorso anti Tav. Difetto di giurisdizione per due dei tre quesiti del secondo ricorso. Rimborso delle spese per la lite a favore di Lyon Turin Ferroviarie. Sono da poco passate le 13 e trenta quando il giudice Ludovico Sburlati si pronuncia sui ricorsi presentati dalla proprietaria di uno dei terreni di Mompantero dove Ltf sta effettuando i sondaggi per la Torino-Lione. La sentenza permette a Ltf di proseguire i carotaggi anche se il presidente della Comunità Montana della Bassa Val di Susa, Antonio Ferrentino annuncia: «Presenteremo un ricorso al Tribunale Amministrativo regionale». Intanto il fronte No Tav potrebbe ricompattarsi. Questa mattina, i sindaci dei comuni interessati al percorso della Gronda merci, si ritroveranno insieme ai presidenti delle comunità montane della Val di Susa. A convocarli il primo cittadino di Venaria, Nicola Pollari: «Vogliamo garanzie dal governo sulla reale esistenza della delibera del Cipe che riconosce le richieste migliorative del percorso. Il Cipe ha deliberato il 3 di agosto ma fino ad oggi non c’è traccia del documento. Aspettiamo una risposta chiara e trasparente altrimenti siamo pronti alla mobilitazione».
La sentenza della sezione di Susa del Tribunale di Torino non sembra piegare la volontà di mobilitazione dei valsusini. L’ordinanza, comunque, dichiara la nullità del ricorso presentato il 31 ottobre che puntava ad ottenere il riconoscimento dell’inefficcacia e dell’illegitimità delle procedure adottate da Ltf per l’accesso al sito. Secondo il giudice, il tribunale ordinario non è invece competente a pronunciarsi su due delle tre richieste del secondo ricorso che chiedevano l’inibizione di ogni ulteriore accesso ai terreni e l’allontanamento delle persone presenti nelle aree di scavo. Il magistrato, invece, ha ritenuto infondata la richiesta di sospensione dell’autorizzazione a Ltf. La disposizione condanna la ricorrente a rimborsare la Lyon Turin Ferroviarie con 1900 euro.
Ferrentino preferisce non commentare l’ordinanza anche se si dice convinto che «il giudice avrebbe potuto evitare di far pagare le spese al ricorrente». Secondo l’avvocato Gianpaolo Zancan si tratta di un «match nullo». Nessun commento da parte di Ltf.
La riunione dei sindaci dei comuni interessati dal passaggio della linea ferroviaria riservata ai treni merci è il segnale di un disagio crescente per la «mancanza di trasparenza da parte del Governo». Il primo cittadino di Venaria (che non aveva aderito alla protesta di Mompantero e allo sciopero del 16 novembre) spiega: «Abbiamo chiesto notizie della delibera al Cipe, la segreteria del Comitato ci ha risposto che “non appena firmata dal presidente del Consiglio, presidente del CIPE, la delibera sarà disponibile, prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, sul sito tra quelle in corso di registrazione alla Corte dei Conti». Aggiunge: «Ci siamo collegati: sul sito c’è il titolo della delibera ma non il testo. Per Venaria, ma anche per gli altri comuni dell’hinterland si tratta di un documento importante che dovrebbe accogliere le nostre richieste di modifica del tracciato. Che fine ha fatto quel testo? Non c’è trasparenza. E’ evidente che poi in Valle non si fidino delle promesse. Oggi ci incontriamo con la Valsusa per cercare di definire una strategia comune».
Intanto si cercano di tenere aperti i canali del dialogo. La Regione, in accordo con la Provincia e il Comune di Torino, intanto, ha spostato al 29 novembre l’incontro con i sindaci della valle per «consentire la partecipazione dei convocati agli incontri con la Delegazione della Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo». Intanto il leader nazionale della Fiom, Gianni Rinaldini, e il segretario torinese, Giorgio Airaudo, chiedono una «tregua olimpica per la Tav».







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