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Data: Sunday, 20 November @ 15:01:33 CET
Argomento: Li sbugiardiamo?


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NO TAV è un movimento della popolazione della Val di Susa contro la costruzione della linea ferroviaria del treno ad alta velocità Torino-Lione.
Per la durata dei lavori (almeno 12 anni), si può prevedere una notevole quantità di autocarri in transito per le strade della valle necessari per il trasporto di circa 16 milioni di m³ di materiale asportato con lo scavo delle gallerie. Secondo il movimento le montagne valsusine, che in base ai progetti dovranno essere attraversate da lunghe gallerie, hanno al loro interno rocce contenenti amianto ed uranio. I timori dei contestatori sono che, durante gli scavi ed il trasporto dei detriti, queste sostanze possano diffondersi, anche con condizioni atmosferiche ordinarie, fino alla periferia della vicina Torino. Questo punto è tuttavia ancora molto controverso in quanto i contestatori da un lato si oppongono persino ai carotaggi per lo studio ulteriore delle caratteristiche geologiche delle montagne interessate, dall'altro ipotizzano scenari non ben chiariti scientificamente (infatti sia l'uranio che l'amianto sono pericolosi solo se inalati sotto forma di particolato in quantità ben definite).

L'opinione pubblica e la politica sono quindi perplessi su tale protesta: chi appoggia i contestatori, chi li critica sostenendo che si tratta di tipiche contestazioni causata dalla sindrome di NIMBY e che i lavori sono comunque fondamentali per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto italiane.




Storia del movimento NO TAV
Il movimento NO TAV non ha una vera e propria data di inizio in quanto è nato spontaneamente in seguito alle prime assemblee pubbliche sull'argomento tenutesi fin dai primi anni '90.

Ci sono state numerose manifestazioni contro il TAV, le più importanti si sono tenute il 31 maggio 2003 con una marcia da Borgone Susa a Bussoleno ed il 4 giugno 2005 con un'altra marcia da Susa a Venaus con decine di migliaia di partecipanti. La sera del 5 novembre 2005 è stata organizzata una fiaccolata da Susa a Mompantero con circa 15.000 partecipanti.

Sono stati organizzati tre presidi permanenti a Venaus, Bruzolo e Borgone Susa, ossia i tre luoghi probabili in cui si svolgeranno i sondaggi e poi verranno costruite le gallerie.

All'inizio di novembre 2005 sono cominciati i lavori per l'approntamento degli scavi delle gallerie di sondaggio del terreno. Per l'esproprio dei terreni si è reso necessario l'intervento dei carabinieri, a causa della ferma opposizione di membri del movimento NO TAV. Ci sono stati scontri tra alcuni manifestanti e i reparti antisommossa dei carabinieri, che hanno portato all'arresto di diverse decine di persone. È stato inoltre necessario disporre dei posti di blocco nell'intero paese di Mompantero per evitare che vengano tolti i paletti di recinzione dai campi espropiati; inoltre la tensione è tale per cui gli alunni per recarsi a scuola sono scortati dai carabinieri. Il 4 novembre 2005 è stato addirittura rinvenuto un ordigno esplosivo dimostrativo a base di dinamite sulla strada che porta alla zona dei cantieri; gli esponenti del movimento NO TAV hanno comunque immediatamente condannato l'episodio e se ne sono dissociati.







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