31.608 firme portate a Strasburgo anche contro il raddoppio del Frejus
Data: Wednesday, 21 August @ 23:54:20 CEST
Argomento: Topi di Biblioteca


In questi giorni si fa un gran parlare della questione della seconda canna del Frejus e di come, secondo i detrattori dei notav, noi saremmo favorevoli per via di una specie di accordo con la sitaf. 
Niente di più falso e basta ripercorrere un poco la storia a partire dai vecchi articoli de la stampa passando poi ad una vecchia iniziativa dei notav che consegnarono poco meno di trentaduemila firme alla comunità europea poste in calce ad una petizione che aveva come oggetto:
Ferma opposizione contro qualsiasi tracciato TAV-TAC e a qualunque nuovo tunnel.



Il testo (trovate qui il testo che avevamo usato) recitava:
I sottoscritti cittadini delle Valli di Susa, Val Sangone, di Torino e cintura, mentre denunciano la truffa di finanziare un’opera inutile, devastante ambientalmente e dannosa economicamente, ribadiscono la più totale, inequivocabile e ferma opposizione ad ogni ipotesi di nuova linea ferroviaria Torino Lyon e ad ogni ipotesi di qualunque nuovo tunnel sia ferroviario sia autostradale, come emerso dalla assemblea popolare del 19 giugno 2007 al polivalente di Bussoleno e dalle numerose delibere dei Consigli Comunali anche molto recenti.
Dichiarano e ribadiscono che le Valli di Susa e la Val Sangone non accettano e non accetteranno mai il ruolo di corridoio di traffico e pertanto pretendono il congelamento del traffico merci globale (ferroviario e autostradale) all’attuale venti milioni di tonnellate annue.


Copia di quelle firme furono consegnate, oltre che a Jacques Barrot, all'epoca commissario europeo ai trasporti, al presidente del consiglio italiano e a quello francese.

Tra gli album immagini ne trovate due dedicati alla giornata del 25 settembre 2007: Album 1 e Album2

Qui invece un vecchio articolo de la stampa dove uno dei "furbettini del tunnellino", tal Martinat viceministro, auspicava il raddoppio del tunnel autostradale e virano, che prima di essere commissario governativo per la Torino Lione era consigliere anas e, per un periodo, contemporaneamente ai vertici Sitaf ovvero controllore e controllato (vedi interrogazione parlamentare dell'epoca ), parlava di sicurezza, quella sicurezza grazie al quale fu carpito l'assenso di alcuni amministratori locali salvo poi trasformare la canna di sicurezza in canna di traffico, così come avvenne per la quarta corsia







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