Chiomonte, 3 luglio, con gli occhi di fuori. Io c'ero
Data: Monday, 04 July @ 22:46:35 CEST
Argomento: Valsusa, nuovo capitolo


Nel ringraziare tutti i valligiani no tav per l'accoglienza  e per quanto ci hanno insegnato ieri, vi invio la mia narrazione di ciò che ho vissuto a chiomonte, sperando possa essere di sostegno.
grazie ancora e a presto, non appena ci vorrete ancora lì.
elisabetta (verona)
VAL SUSA 3 LUGLIO. IMMAGINI NARRATE DA CHI C'ERA.



I resoconti di repubblica e di tutti gli altri sulla val susa sono scandalosi - ripetono la solita ricetta (violenti infiltrati, comitati pacifisti e benintenzionati) ma vi assicuro che chi era lì ieri ha visto che tutti erano determinati a dar filo da torcere al cantiere, a fargli vedere che 'la sarà dura', come dicono i no tav valligiani. 
 
quel cantiere, aperto con la forza e tenuto aperto da un esercito che ha militarizzato la valle e le montagne, loro non lo vogliono. punto.
e hanno chiamato a raccolta, felici che tutta italia - e qualcuno da oltralpe - abbia risposto (perché siamo europei anche nelle lotte, non solo nelle joint-venture delle grandi opere).
-> la sera prima, in baita, una signora quasi si commuoveva sapendo che eravamo arrivati da verona e che un gruppo che si è unito a noi a cena arrivava da roma; mentre il marito ci diceva: domani sarà dura, sarà difficile riprendersi il presidio, perché i monti sono a strapiombo - e ci raccontavano rabbiosi degli intrallazzi e degli interessi che il sindaco di chiomonte (si tav) ha nell'affare.
 
Vorrei restituire qui alcune immagini, che ho visto io e che non si vedranno alla tv.
Voglio partire dalla fine. dai media:
finita la giornata, risaliti in paese, ci ritroviamo a bere una birra di fianco a un gruppo di cameramen della rai (freelance precari, come poi ci hanno raccontato); anche loro, che erano in mezzo ai lacrimogeni, erano tutti solidali, concordi con noi in quello che hanno visto e che è successo - peccato, ci dicono, che le riprese che fanno devono consegnarle alla rai, che ne è la proprietaria; i montaggi sono fuori dalle loro mani e loro non possono nemmeno utilizzare il materiale scartato per diffonderlo per altre vie.
poi, in un altro tavolo, vediamo il giornalista del tg 2 (quello abbronzato con gli occhiali che apre il tg in prima serata, presente?), pulito, perfetto, che scrive. gli stessi cameramen ce lo indicano e ci dicono: vedi? neanche un po' di polvere addosso; è rimasto in hotel tutto il giorno, nemmeno si è degnato di andare a vedere cosa succedeva. e dall'hotel scriverà il suo pezzo.
tanto ha già la ricetta pronta, che bisogno c'è di vedere quel che sta succedendo?
 
Ma chi c’era ieri ha visto e si è stupito, io mi sono stupita:
ho visto signore con le mascherine, munite di acqua e malox contro i lacrimogeni, camminare molto più agilmente di me per i sentieri nascosti nei boschi; chi ci guidava conosceva bene la strada, erano i locali infatti, i montanari, che camminando ci raccontavano quante altre cose hanno pensato di fare nei prossimi giorni per bloccare il cantiere, e con quelle belle vocali dittongate della cadenza piemontese ci tranquillizzavano 'eh ma non è mica finita, è solo l'inizio, è vent'anni che lottiamo contro questa roba, vedrai nei prossimi mesi, e aspetta che arrivi il gelo...';
ho visto sessantenni usare le fionde contro lo schieramento militare; ho sentito tutti e tutte urlare contro il lancio di lacrimogeni e applaudire ogni volta che un lancio andava troppo lungo e si spegneva nel fiume; ho visto un ragazzo con la mano lacerata, per un lacrimogeno lanciato ad altezza d’uomo che l’ha preso in pieno; ho visto signore ben inoltrate negli anta che versavano acqua malox e limone sulle facce di chi ‘rientrava’ cinque minuti per riprendere fiato, prima di tornare davanti.
E’ salito un applauso fragoroso, quando un ragazzo ha preso un ombrellone da quel che rimaneva del punto ristoro del corteo e con questo si è fatto scudo per avanzare, solo, contro il getto degli idranti. Un’immagine forte, folle, tenera e sciocca. Poetica. Un don quixote contemporaneo, ci siamo detti poi.
 
e finché un gruppo di stoici resisteva agli idranti e ai lacrimogeni lanciando tutto quel che aveva, tutti gli altri, a migliaia, me inclusa, guardavano e battevano coi legni sui guard rail metallici lì intorno, creando un ritmo incessante e solidale, che è durato ore e che non è smesso mai, nemmeno quando i lacrimogeni arrivavano fino a noi e ci facevano arretrare. 
 
Forse tutto questo suonerà shock a chi non c'era, ma lì ieri era tutto molto logico, molto chiaro: quel cantiere non lo vogliamo. e, purtroppo, non basta una sfilata per toglierlo di lì.
bisogna urlarlo forte, dirlo chiaramente, diffonderlo in lungo e in largo perché si sappia: la solita versione violenti vs non-violenti non c'entra nulla con ieri. è una fantanarrazione che tenteranno d’infiltrare nei no tav per dividerli e depotenziarli; questa è l'unica vera infiltrata di ieri.
si è tentato di bloccare un cantiere che è stato aperto con la forza militare, e si sono usati tutti i mezzi possibili, dai trancini per tagliare le reti, alle pietre. questo ho capito ieri. la valle occupata militarmente impone resistenza. e questi sono i mezzi di tutte le resistenze, dalla grecia, a piazza tahir, ai ragazzini palestinesi.







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