''Azioni insufficienti''. L’Europa gela il governo
Data: Saturday, 02 July @ 20:01:41 CEST
Argomento: Dall'Europa


TAV. Nonostante la dura prova di forza di lunedì scorso con duemila poliziotti in val di Susa, la Commissione Ue accusa: «Ad ora non rispettate tutte le condizioni fissate per ottenere i fondi».
Non è bastata la prova di forza andata in scena lunedì a Chiomonte per convincere l’Unione Europea a stanziare il finanziamento di 672 milioni destinato alla Torino-Lione. Secondo la Commissione Europea dei Trasporti presieduta da Siim Kallas «al momento non si possono dire rispettate tutte le condizioni fissate per ottenere i fondi europei». Tre punti che i governi di Italia e Francia si sono impegnati a mettere in pratica entro il 30 giugno, ma che secondo Bruxelles rimangono ancora sulla carta. Si tratta dell’apertura del cantiere per il tunnel esplorativo di 7,5 chilometri della Maddalena, l’approvazione dei nuovi progetti e la firma di un nuovo accordo bilaterale sulla ripartizione dei costi finanziari dell’opera.



Intanto continua il pressing diplomatico dei due governi che nella giornata di ieri hanno inviato una lettera al commissario per esprimere l’impegno per raggiungere il nuovo accordo finanziario sottolineando la grande serietà con la quale il governo italiano sta gestendo questa fase. Ma la risposta fredda di Bruxelles sembra indicare il contrario. Tutta l’attenzione sembra sembra essere rivolta alla giornata del 6 luglio quando a Roma si terrà la conferenza intergovernativa tra Italia e Francia che proveranno a sbloccare una situazione di impasse che sta mettendo in imbarazzo l’Europa.

«Si tratta di una debacle tecnica, economica, sociale ed ambientale, di cui dovrebbero prendere atto il Governo nazionale in carica, che sta prendendo in giro la Commissione Europea sul rispetto dei tempi per la realizzazione della tratta internazionale della linea ad alta velocità Torino-Lione sia il Commissario governativo e presidente dell’Osservatorio Mario Virano», ha denunciato nella giornata di ieri il Wwf Italia che in questi giorni insieme a tante altre realtà della società civile ha criticato l’uso della forza per imporre la costruzione di grandi opere ritenute fondamentali per il paese.

Dopo la forzatura del 28 giugno che ha permesso di recintare l’area del cantiere della galleria d i 7,5 chilometri della Maddalena, il Governo non ha ancora mantenuto la promessa presa con la Commissione Europea di approvare entro giugno del progetto preliminare della nuova tratta ad alta velocità Torino-Lione che deve essere ancora sottoposto su alcuni aspetti fondamentali ai 60 giorni di osservazioni nell’ambito dalla valutazione di Impatto Ambientale. La protesta dunque si sta allargando in tutta Italia e continuano ad aumentare le adesioni alla manifestazione nazionale che domenica proverà a raggiungere e circondare l’area del cantiere.

I primi pullman sono attesi già nel pomeriggio e i campi adiacenti allo storico presidio di Venaus verranno attrezzati per per accogliere le tende di chi arriverà da fuori. Proprio qui sei anni fa una marcia di decine di migliaia di persone è riuscita a riappropriarsi dell’area del cantiere, ma questa volta annuncia il leader Notav Alberto Perino «Non si tratterà di una riconquista, ma sarà un assedio».

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