Tav: i comitati contro le trivelle
Data: Thursday, 21 January @ 18:34:12 CET
Argomento: dai media


Sabato 23 manifestazione nazionale contro i lavori dell\'alta velocità
Da due settimane in Val di Susa si è tornati a protestare contro i sondaggi per l\'inizio dei lavori della linea alta velocità che Torino Lione che attraverserà le valli piemontesi. I comitati che da anni si oppongono con tutte le forze in modo pacifico e non violento sono tornati nelle tende per presidiare giorno e notte i siti dove inizieranno i lavori. Dal presidio Maiero-Meyer all\'autoporto di Susa, Matteo ci racconta i motivi della protesta.
Il 9 gennaio scorso è nato il presidio Maiero-Meyer all\'Autoporto di Susa. Da oltre dieci giorni centinaia di persone si danno il cambio giorno e notte per impedire i carotaggi che coinvolgeranno il territorio che va da Settimo Torinese a Chiomonte dove sono previste almeno 90 intallazion di trivelle per il sondaggio del terreno. La popolazione contesta le operazioni rifiutando categoricamente qualsiasi deroga. «Vogliono uccidere il nostro territorio, dice Matteo dal presidio all\'Autoporto, noi non gilelo permetteremo. Finchè non fermeranno i lavori noi non ce ne andremo di qui».


I No Tav denunciano un clima di delegittimazione nei confronti del movimento, anche grazie all\'opera di disinformazione portata avanti dai media. Secondo la popolazione «vengono nascoste le ragioni dell\'opposizione e ampio spazio viene dato agli slogan dei politici che con la loro superficialità e arroganza minimizzano la portata di un movimento popolare di massa che in questi anni ha saputo con fiera determinazione impedire la truffa colossale del Tav salvando la valle di Susa da una devastazione annunciata».

Sabato 23 gennaio 2010 i comitati hanno lanciato un appello per una manifestazione che partirà alle ore 14.00 dal presidio No Tav di Susa Auotoporto e raggiungerà la città di Susa. «Fuori le mafie dalla valsusa - i valsusini non pagheranno il pizzo» è lo slogan che guiderà il corteo. I manifestanti scenderanno in piazza per «respingere la campagna di sondaggi truffa, contro il partito trasversale degli affari che vorrebbe trasformare il nostro territorio in un enorme cantiere per almeno vent\'anni, e in solidarietà alle amministrazioni comunali sotto attacco». 

I sindaci della bassa valle di Susa infatti, con poche eccezioni, hanno rinunciato a indicare i rispettivi tecnici per l\'istituzione de nuovo Osservatorio (ovvero il tavolo tecnico di confronto sui lavori concertato con il governo) e dichiarano, in un documento, la loro «netta contrarietà» alla Tav. Il testo è stato firmato da 18 primi cittadini, una minoranza sui 43 totali ma una minoranza assai significativa perché 11 dei 18 firmatari governano le amministrazioni  interessate dai tracciati. Sabato quindi in piazza insieme ai comitati ci saranno ancora una volta i confaloni dei comuni per ribadire tutti insieme: «ancora una volta il No al Tav, in qualsiasi forma e tracciato si presenti».

(sara sartori)
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