Il Fatto quotidiano 21/01/10
Data: Thursday, 21 January @ 14:32:46 CET
Argomento: dai media


LA BATTAGLIA DEL PIEMONTE PASSA PER LA TAV
Domenica la giornata bipartisan per il sì all’Alta velocità.
Intanto, il Partito democratico si divide

Sembra una partita a scacchi, quella che sigioca in questi giorni in Val di Susa. Nel cuore della notte spuntano qua e là, sempre scortate da ingenti forze dell’ordine, le trivelle incaricate di effettuare i sondaggi per la futura linea ferroviaria Torino-Lione; gli attivisti No Tav si autoconvocano via sms e, come pedine, si spostano di paese in paese nel tentativo – per ora simbolico – di bloccare quella che viene considerata un’operazione esclusivamente mediatica.



Fino a questo momento, tutto è trascorso
senza grossi incidenti. Se martedì qualche
centinaio di manifestanti aveva bloccato la
circolazione dell’A32 Torino-
Bardonecchia all’altezza di
Susa, ieri la protesta si è trasferita
sui binari della linea storica
Torino-Modane. Una nuova
trivella è spuntata nei pressi
della stazione di Condove-
Chiusa di San Michele; di
buon mattino, decine di manifestanti si sono
presentati in loco, faccia a faccia con la polizia.
Il gesto di alcuni – attaccare adesivi No
Tav sugli scudi antisommossa – ha evidentemente
indispettito gli agenti, che hanno
reagito con una carica di alleggerimento: risultato,
tre contusi lievi. L’apparizione della
trivella ha suscitato le proteste del sindaco di
Chiusa San Michele Domenico Usseglio: “Il
prefetto di Torino Padoin – dichiara – ci aveva
garantito che saremmo stati avvisati e convocati
prima. Invece la trivella si è palesata
alle 3 del mattino. È una grave scorrettezza”.
Nel primo pomeriggio, altra mossa sullo
scacchiere; questa volta alla stazione di
Sant’Antonino di Susa. Il Tgv Parigi-Milano
delle 12:53 è stato bloccato dai manifestanti.
La circolazione è ripresa regolarmente dopo
le 14. Secondo Oscar Margaira, amministratore
in Val Susa, non si sarebbe trattato di
un’azione premeditata: “Un passeggero munito
di regolare biglietto – racconta – ha inavvertitamente
srotolato una bandiera No Tav;
appena l’ha vista il macchinista si è subito
fermato. Forse – scherza Margaira – ne aveva
una uguale in tasca...”.
Al di là delle tensioni in Valle – e dei fondati
motivi per sospettare che il supertreno sia
un’opera inutile e costosa – la questione Tav
è soprattutto politica e scuote – tanto per
cambiare – il Pd. Martedì si è riunito per la
prima volta l’Osservatorio tecnico (organismo
che entro il 31 gennaio deve fornire il
progetto preliminare del tracciato, pena la
perdita dei finanziamenti europei) nella sua
nuova composizione “allar gata” dopo la rinuncia
della nuova Comunità montana (guidata
dal ribelle Pd, Sandro Plano) a nominare
i suoi rappresentanti. I presidenti di regione
e provincia Bresso e Saitta si sono rivolti direttamente
ai sindaci coinvolti, perché indicassero
i propri tecnici. Ben 18 primi cittadini
hanno risposto picche, dichiarando
“netta contrarietà alla Tav”, tra cui quelli di
Avigliana e Bussoleno, entrambi del Pd.
L’imbarazzo è evidente. Tra ipotesi di commissariamento
e richieste di espulsione, il Pd
si prepara alla giornata bipartisan “Si Tav” (in
programma domenica 24 al Lingotto) promossa
dal sindaco di Torino Chiamparino e
dai parlamentari Pd Merlo ed Esposito, che
annunciano mille adesioni e la sottoscrizione
di “un patto pubblico per garantire un percorso
neutro sulla Tav, al di là di chi vincerà le
elezioni regionali”. Mentre il segretario provinciale
del partito Cuntrò setaccia i circoli
democratici della Val Susa per convincerli a
partecipare, il centrodestra nicchia. Non dovrebbe
esserci Roberto Cota, candidato Pdl
alla presidenza della regione, mentre Enzo
Ghigo (già governatore dal 1995 al 2005) dichiara
che parteciperà soltanto se Mercedes
Bresso prenderà effettivamente le distanze
dalla sinistra. Nei fatti, l’esclusione della Federazione
delle Sinistre (contraria alla Tav)
dalla coalizione che sosterrà la Bresso è ufficiale,
ma la “zar ina” lascia aperto uno spiraglio:
“Non capisco – dichiara il presidente
uscente – quale sia il problema nel discutere
un’ipotesi tecnica con una forza assieme alla
quale stiamo governando con profitto”. Senza
i voti di sinistra – è opinione diffusa – B re s -
so rischia seriamente di perdere nonostante
il sostegno dell’Udc. Intanto i No Tav (numerosi,
anche se la compattezza di qualche
anno fa sembra piuttosto lontana) torneranno
in piazza: “Sfrutteremo Av a t a r, il film del
momento – dichiara Oscar Margaira – la nostra
Valle, in fondo, è come il pianeta Pandora
raccontato da Cameron”.

di Stefano Caselli







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