Testo dell'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE - www.camera.it
Data: Thursday, 10 November @ 17:47:09 CET
Argomento: dal governo


PROVERA e GIORDANO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
in questi ultimi giorni la Val di Susa è stata al centro delle cronache giornalistiche, suo malgrado, per la manifestazione di opposizione al progetto Tav-Tac e la nutrita presenza di corpi delle forze dell'ordine in quell'area;
la grande presenza di agenti delle forze dell'ordine in valle è stata, secondo gli interroganti, invasiva e percepita dalla popolazione residente come segno di sfida nei loro confronti;




tale presenza ha significato una lesione del diritto di mobilità dei cittadini sancito dalla Costituzione italiana;
si sono verificati numerosi fermi di polizia e denunce, che hanno coinvolto anche i principali rappresentanti delle istituzioni locali;
non si è in alcun modo ricercato un dialogo, neppure con i sindaci e i presidenti della comunità montane; ciò non sta avvenendo tuttora, pur sapendo che le convinzioni delle popolazioni locali poggiano su solide basi di studi e ricerche, che dimostrano la non economicità dell'opera. Esse dimostrano quanto sia necessario, invece, un potenziamento della rete ferroviaria esistente e una politica di trasporti verso la Francia in grado di utilizzare anche il mare. Dimostrano, infine, quanto sia pericoloso l'impatto ambientale per l'esposizione della popolazione a sostanze nocive, prima fra tutte l'amianto -:
se non ritenga di adottare un intervento urgente al fine di ristabilire un clima democratico in Val di Susa, che tenga conto delle istanze avanzate dai rappresentanti degli enti locali, e se non intenda attivarsi perché siano sospesi i lavori e riattivato immediatamente un tavolo di dialogo e concertazione, che ripristini la legittimità di tutte le istituzioni e, quindi, la loro credibilità.
(3-05148)


I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'interno e delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
da oltre una settimana sono in atto manifestazioni di protesta contro la realizzazione delle opere per l'alta velocità Torino-Lione;
a seguito delle proteste, le autorità di polizia hanno avviato procedimenti nei confronti di molti partecipanti alle manifestazioni, compresi alcuni sindaci della Val di Susa e di altri rappresentanti istituzionali;
le proteste sono motivate da comprensibili preoccupazioni da parte degli abitanti della Val di Susa, consapevoli dell'enorme impatto ambientale dell'opera e dei pericoli per la salute derivanti dalla notevole presenza nel sottosuolo di amianto;
senza tenere nella debita considerazione i pericoli sanitari e ambientali degli interventi previsti, è stata dichiarata da più parti la necessità - entro il 2005 - di avviare i sondaggi e di far partire lo scavo della galleria di Venaus, per non correre il rischi di vedere declassata l'opera infrastrutturale a livello europeo e di perdere i fondi comunitari;
è necessario chiarire che la scadenza per la presentazione sullo stato di avanzamento del progetto è il 31 gennaio 2006 e che questa scadenza è un obbligo annuale necessario alla Commissione europea per capire come e se sono stati utilizzati i fondi stanziati;
è inesatto sostenere che sulla base di tale relazione si deciderà se la Torino-Lione resterà o meno nell'elenco delle opere prioritarie, atteso che tutti e 30 i progetti contenuti nell'allegato II della decisione 884/2004/CE (del Parlamento europeo e del Consiglio) hanno allo stato il medesimo livello di priorità;
non è chiaro per quale ragione il Governo, pur avendo avuto tutto il tempo - fino al 31 ottobre 2005 - di chiedere legittimamente una proroga del finanziamento destinato agli studi di fattibilità, abbia preferito la strada dello scontro con una popolazione comprensibilmente preoccupata per il proprio futuro e per quello del proprio territorio, senza considerare che la militarizzazione della Val di Susa non gioverà certo alla riduzione delle tensioni;
va ricordato che l'opera - di interesse comunitario - non solo presenta enormi dubbi sulla sua realizzabilità, sia per la forte contestazione della popolazione locale, sia per gli oggettivi pericoli per la salute e per l'ambiente, ma non sembra neppure godere di una particolare attenzione da parte del suo principale beneficiario - ossia la Francia - che è ben lontana dall'aver avviato le opere di connessione dell'intera tratta sul proprio territorio;
è, inoltre, da considerarsi che la militarizzazione del territorio comporta un disagio enorme per i cittadini e che, in nome di una presunta sicurezza pubblica, si stanno adottando disposizioni in aperta violazione dell'articolo 16 del dettato costituzionale, relativo alla libera circolazione dei cittadini nel territorio nazionale e in assenza delle motivazioni di sanità o sicurezza -:
se il Ministro dell'interno non ritenga di dover rendere noti i costi di questa imponente operazione di controllo del territorio e se non reputi che le forze e le risorse impegnate in Val di Susa sarebbero di gran lunga più utili in quelle regioni e in quelle realtà controllate, di fatto, dalla criminalità organizzata;
se il Ministro dell'interno non ritenga che sia stato fatto eccessivo allarmismo sui pericoli per la sicurezza pubblica delle manifestazioni in corso in Val di Susa, alimentando inutilmente le tensioni;
quali iniziative intenda adottare il Ministro dell'interno per garantire che la manifestazione di sciopero indetta in Val di Susa per il 16 novembre 2005 avvenga in un clima disteso e pacifico;
se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non intenda accogliere la richiesta degli abitanti della Val di Susa di una «tregua olimpica» per i lavori dell'alta velocità, attivandosi affinché vengano sospesi i lavori per almeno sei mesi, in attesa di maggiori approfondimenti e riflessioni, sia sui rischi ambientali e sanitari (considerando che una delle ragioni per cui non sono stati realizzati impianti nella valle è la presenza nel sottosuolo di sostanze tossiche e nocive), sia sull'opportunità «strategica» nell'ambito del piano nazionale dei trasporti e della logistica della tratta ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione;
se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non ritenga opportuno scusarsi con la popolazione della Val di Susa, inopportunamente definita come «gente che non sa come passare il tempo», che si stava legittimamente avvalendo del proprio diritto di manifestare.
(2-01711)

«Cima, Zanella, Lion, Pecoraro Scanio, Bulgarelli, Cento, Boato».







Questo Articolo proviene da NO TAV
http://www.notav.eu/nuke/

L'URL per questa storia è:
http://www.notav.eu/nuke//modules.php?name=News&file=article&sid=444