I DOCENTI DEL DES AMBROIS DI OULX CONTRO L'ALTA VELOCITA'
Data: Wednesday, 09 November @ 22:32:30 CET
Argomento: Solidali alla lotta NO TAV in Val Susa


Alla luce degli avvenimenti delle ultime settimane, i docenti dell'Istituto Des Ambrois che sottoscrivono questo documento intendono esprimere la loro netta opposizione alla linea ad alta velocità, con le seguenti motivazioni.



Ragioni di carattere generale

"Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant" [Dove hanno fatto il deserto, lo hanno chiamato pace] (Tacito, Agricola, 30,5).
Dietro a parole come pace, democrazia e progresso, che evocano nelle nostre menti i principi e gli ideali più alti del vivere civile e sociale, il mondo della politica e quello dell'economia nascondono spesso la logica della prevaricazione, dello sfruttamento e delle manovre occulte del potere.
Prima ancora di considerare le giuste e fondate ragioni, elencate più oltre, che stanno alla base dell'opposizione alla nuova linea in Val di Susa, la nostra posizione si fonda su considerazioni di carattere generale, se non addirittura globale. È nostra convinzione infatti che la linea ad alta velocità, su qualsiasi territorio sia posta, sia funzionale a un modello di sviluppo economico che non è l'unico possibile e che anzi è fortemente discutibile.
In nome di un generico e acritico spirito di modernità, si vuole edificare una linea ferroviaria che avrà l'obiettivo di collegare ancor più strettamente i diversi mercati nazionali, per far arrivare alle più lontane destinazioni le merci prodotte con il minor costo possibile. Sappiamo bene però che il "basso costo" si ottiene il più delle volte con lo sfruttamento e l'oppressione di chi produce i beni di consumo. E sappiamo, ne abbiamo l'esperienza tutti i giorni, che nelle società mature questo tipo di modello conduce sul lastrico molti operatori economici, crea situazioni di precarietà e di insicurezza e riduce i servizi e le garanzie a cui i cittadini hanno diritto, senza portare nessun miglioramento (se mai il contrario, valga per tutti il caso Bhopal) alla parte più consistente delle popolazioni dei paesi sottosviluppati e in via di sviluppo. Sappiamo infine che questo modello di sviluppo economico fa diventare i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, nel Nord come nel Sud del mondo.
La nuova linea ferroviaria, insomma, si inserisce a nostro avviso nella logica del "profitto ad ogni costo" che, molto banalmente, concretamente ci danneggia e opera contro tutto ciò che dà un senso al nostro lavoro.

Ragioni economiche

1) il rapporto costi benefici L'unica seria analisi costi/benefici è stata fatta dall'Ispettorato Generale
delle Finanze del Governo Francese (che ha un'enorme esperienza di grandi progetti ferroviari). Lo studio consiglia di lasciare perdere il progetto, almeno nel breve-medio termine, sia perché non c'é sufficiente domanda (les projections de trafic voyageurs à l'horizon 2015 apparaissent en l'état insuffisamment étayées et fondées sur des hypothèses résolument optimistes), sia perché l'opera non sarebbe sufficientemente redditizia (Il apparaît nettement que dans les scénarii fondés sur des hypothèses de trafic les moins contestables, la rentabilité socio-économique du projet est très faible).
2) l'inutilità del corridoio Lisbona-Kiev perché:
 
a) i problemi di traffico sono in grandissima parte generati dalla congestione sulle reti regionali (il passante di Mestre nel caso del Corridoio V) e dunque la loro soluzione passa per miglioramenti nelle reti regionali non di quelle transfrontaliere;
b) il traffico passeggeri di lunga distanza, oltre che essere esiguo rispetto ai movimenti interni a un Paese o a una regione, si muove e si muoverà in aereo. Oltre i 500 km neppure le ferrovie ad alta velocità sono competitive con l'aereo, soprattutto in un contesto liberalizzato, cioè con tariffe "low cost" ;
c) i traffici merci di lunga distanza sono anch'essi esigui e tali rimarranno: il Portogallo e l'Ucraina avranno comunque scambi modesti in volume. Inoltre, per i servizi ferroviari merci la velocità non è un requisito (si veda il successo delle ferrovie statunitensi, con velocità commerciali di trenta km/h), e sull'asse Lisbona-Kiev l'alternativa marittima è fortemente competitiva rispetto a quella ferroviaria.


Ragioni ambientali

1. La stretta Valle di Susa è già attraversata da un'autostrada, una ferrovia, due statali, numerose strade provinciali, condotte del gas, linee elettriche aeree ed interrate e sostiene da sola il 35% del traffico transfrontaliero di tutto l'arco alpino. La Valle ospita inoltre sul suo territorio aziende che da anni già compromettono con emissioni nocive la salubrità di aria, suolo ed acque. La ricchezza di siti archeologici,
monumenti, chiese, colline, montagne, boschi, rii e ruscelli, già in parte compromessa, non può essere tradotta in denaro e indennizzata.
2. La produzione di smarino, estratto dalle gallerie, è quantificata da Alpetunnel in oltre 15 milioni di metri cubi, il che equivarrebbe a 1.700.000 viaggi di camion a cassone aperto o, come vuole l'ultima proposta "ecologica" dell'azienda, in 34 chilometri di nastro trasportatore, per un tempo ottimisticamente stimato di 12 anni..
3. L'enorme produzione del cemento necessario per l'opera sarebbe responsabile di imponenti emissioni di CO2. Il cantiere To Novara ad esempio
con 2,5 milioni metri cubi calcestruzzo ha già comportato l'emissione di 750.000 tonnellate di CO2,pari all'emissione annuale di una città di 75.000 (L. Mercalli)
4. La localizzazione dei cantieri trascura completamente il forte rischio idrogeologico legato alle piene in Valle della Dora Riparia (ignorati i riferimenti critici del 1957 e del 1921[L. Mercalli]) e non si cura della distruzione delle falde acquifere.
5. La sezione della linea che dovrebbe svolgersi allo scoperto è destinata a produrre problemi gravissimi di inquinamento acustico negli abitati, in alcuni casi non mitigabili, mentre in altri mitigabili solo con
barriere più alte del treno con conseguente forte impatto sul paesaggio.

Ragioni di salute

1. Le nostre Alpi racchiudono materiali come, uranio, amianto e gas radon.
La pressione della roccia (che in profondità presenta temperature di 45 gradi) provoca movimenti e di conseguenza la presenza di numero e faglie (fonte Alpetunnel). Una delle gallerie del TAV dovrebbe passare attraverso il massiccio dell'Ambin, ricco di uranio e radon (già nel 1965 il CNR ha realizzato uno studio geo-petrografico sul tale massiccio).
2. Il radon, gas radioattivo naturale, non è controllabile se si scava in una zona ricca di faglie ed è responsabile per buona parte dei tumori ai polmoni.
3. L'uranio, oltre a disperdersi nell'aria, rischia di finire nelle falde acquifere che rimarrebbero inquinate per decenni mettendo a rischio di la popolazione, infatti l'uranio se inalato o ingerito è causa di linfomi.
La sola esposizione all'uranio impoverito aumenta del 236% il rischio di linfomi di Hodgkin rispetto ai non esposti e l'uranio della Valle è notevolmente più radioattivo di quello usato ad esempio nei balcani.
(documento medici di base).
4. La presenza di amianto nelle rocce della Valle di Susa è già segnalata nella relazione di accompagnamento della carta geologica d'Italia, foglio 56, "Torino", redatta dal servizio geologico d'Italia. La carta fu tracciata dai più illustri geologi degli anni '60 che sono anche i più famosi conoscitori dell'amianto: Bonsignore, Bortolami, G.Elter, Sturani e Zanella.
(M. Cavargna)
I pericoli dovuti alla presenza di amianto nello smarino delle gallerie sono già stati denunciati dai medici di base della Valle di Susa per i quali
il rischio sanitario è assolutamente rilevante per quanto riguarda le attività di scavo e di movimento terra a causa della dispersione di fibre di amianto nell'aria, nei terreni e nelle acque del territorio. In un millimetro quadrato vi sono infatti circa 50 mila fibre di amianto ed è sufficiente che poche di queste fibre penetrino nei polmoni e poi nella pleura perché si inneschi una grave patologia: il mesotelioma malattia tumorale maligna a prognosi infausta in tempi assai brevi: dal momento della diagnosi al decesso il tempo che intercorre è di 275 giorni quali che siano le terapie instaurate (dato statistico sec. European Journal of Cancer febbraio2003).
Durante la costruzione della pista di bob a Sauze Olimpiadi del 2006 l'opera ha subito uno spostamento a causa della presenza di amianto nel sito originario. Nell'ambito dell'inchiesta della Procura sulla presenza del minerale cancerogeno nella zona di Oulx e Sauze sono emersi sino ad ora ben sette casi di decessi causati da mesotelioma (fonte La Stampa).
5. Praticamente tutti i giorni in Valle di Susa è presente un vento costante, con correnti che spirano dalla Francia verso Pianezza, Rivoli, Collegno e Torino, per non parlare del Foen che circa 30 giorni all'anno spira verso Torino cpn raffiche che spesso raggiungono i 100 chilometri all'ora, e l'amianto è un materiale leggerissimo e per questo estremamente volatile (L. Mercalli).

E se saremo accusati di essere contro il "progresso"
" Le tunnel sous la Manche a perdu 85% de sa valeur en bourse." (Tunnel sous la Manche: révélations sr un fiasco - Reportage de Stéphane Martin sur M6 /Capital 6.6.2004)
"Tunnel sotto la Manica, i dati finanziari: 9 miliardi di euro di debito"
(www.eurotunnel.com 1994)
"Di fronte a una società dominata dall'ambizione di fare tutto ciò che appare fattibile, e che per questo sta andando verso la catastrofe, rimane soltanto il coraggio dell'utopia" (S. Pignatti, 2000 cit. di Luca Mercalli).

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