Via Carracci sprofonda. I residenti: -Ora basta-
Data: Friday, 23 November @ 22:44:48 CET
Argomento: Notizie dalle altre tratte


I DANNI DELL'ALTA VELOCITA'
Via Carracci sprofonda - I residenti: "Ora basta"
Crolla un pezzo di fognatura: strada chiusa per 20 ore, traffico nel caos. Allarme e rabbia tra gli abitanti della zona che 'obbligano' le ferrovie ad un'immediata verifica. L'assessore Zamboni: "Troppi incidenti, non li possiamo considerare casi isolati"


RIAPRE via Carracci — a metà pomeriggio, ieri — e il Comune ‘prenota’ alle ferrovie un check-up della strada, che convive ormai da mesi con i danni del cantiere Tav e vuol capire cos’è successo davvero, dall’inizio dei lavori. La verifica, chiesta da un anno, si farà nei prossimi giorni. La decisione arriva in serata, dopo un vertice tra Rfi, Comune e Hera. Assomiglia a un lungo elenco di cose da pagare. E quasi quasi il caso del giorno, un crollo di mattoni dalla parete della fognatura, sembra il problema più banale. «Crepe negli edifici, pavimenti delle cantine sollevati, pezzi di intonaco crollato», è l’elenco di Claudio Mazzanti, presidente del Navile. Tutto questo è noto da tempo. La novità è che ora le ferrovie hanno deciso di anticipare una verifica che si fa di solito alla fine dei lavori. Un confronto tra il prima e il dopo. La pressione dei residenti ha fatto breccia. Serafino D’Onofrio, consigliere del Cantiere, paladino della protesta, direbbe che hanno fatto breccia anche le pressioni della sinistra radicale.
FINISCE così una giornata d’alta tensione. Che era iniziata la sera precedente, con la chiusura della strada decisa dai vigili del fuoco. Motivo: è crollato un pezzo di parete nella fognatura, tre metri sotto l’asfalto. Incidente dovuto alle infiltrazioni di cemento per la posa dei tiranti, nei lavori della stazione sotterranea ad alta velocità. Hera se n’è accorta lunedì pomeriggio, la chiusura martedì sera. Ieri si sono precipitati in tanti nella strada dietro la stazione. Telecamere e fotografi cercavano la voragine — che non c’è — accolti invece dalla rabbia e dalla preoccupazione dei residenti. «Fase tormentata», riconosce Maurizio Zamboni. L’assessore al Traffico in mattinata ha incontrato i cittadini sul cantiere della strada chiusa. Colonna sonora l’autospurgo — ormai una presenza abituale, qui — con i tecnici di Hera impegnati a ispezionare le fogne con un video, piazzato su un furgone.
MA AVVIARE la verifica vuol dire che i danni saranno pagati prima? «Non posso rispondere su questo, non spetta a me», è prudente Zamboni. Soddisfatto per l’accordo: monitoraggio costante sui lavori, vuol dire sulla posa dei 36 tiranti che ancora restano — ormai siamo agli sgoccioli, ne hanno ‘piantati’ più di mille — ma anche su tutti gli altri interventi. Quindi non si ripeteranno mai più problemi come quelli appena capitati? «Non ho queste capacità divinatorie», non è proprio rassicurante Zamboni. Che non considera così banale il crollo nelle fognature. «E’ da maggio che si verificano incidenti — riepiloga —. Non li possiamo considerare episodi isolati. Per questo è stato necessario imporre un nuovo metodo». In mattinata aveva detto: «O si cambia o si bloccano i lavori».
DOMANDA: era proprio necessario soffrire così? «Secondo me no — non ha dubbi Zamboni —. C’è una responsabilità, che oggi non voglio ripartire, tra ditta e stazione appaltante. Ma non si può non prendere atto che questo intervento ha creato problemi molto seri che potevano e dovevano essere evitati». Nelle prossime due settimane Hera sistemerà in via provvisoria la rete fognaria. Alla fine dell’intervento sarà tolta la protezione che ancora delimita l’area del crollo sotterraneo. I lavori definitivi dopo l’inverno. Ma la strada sarà chiusa un’altra volta? «Resterà almeno una corsia per il traffico, questa è la previsione, anche se è prematuro parlarne», conclude l’assessore.

di Rita Bartolomei
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/bologna/2007/11/23/48484-carracci_sprofonda.shtml






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