bresso la stampa
Data: Sunday, 06 August @ 10:36:41 CEST
Argomento: Altri Problemi ed Iniziative


in riferimento articolo la stampa 4/08/06
la bresso dichiara che invece di salvare i banbi si devono salvare i bambini della guerra,
precisazioni: noi tutti cerchiamo di salvare tutti, lei, invece,  è la prima che vuole uccidere i banbini della valsusa oltre a tutti gli animali e il verde della valsusa
Gia' ma lei vive in collina...


L'Articolo de La stampa:

«La gente assiste indifferente alla morte dei bambini in Libano e poi si scatena il putiferio per i caprioli». E’ il giorno di Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, perché ormai la «strage dei Bambi» è diventata un caso diplomatico Europeo. L’altro ieri il vice presidente della Commissione Ue, Franco Frattini (Fi) si era detto «sconcertato» dalla decisione del Piemonte «un’amministrazione di sinistra che governa con i Verdi» di abbattere 600 caprioli nei boschi dell’Alessandrino.

In difesa dei caprioli anche la Ue...
«Ho scritto al presidente della Commissione Europea, Barroso perchè non capisco cosa c’entri Frattini. La sua è un’interferenza ingiustificata: la Ue non ha nessuna disposizione che vieta l’abbattimento. Se abbiamo violato qualche legge ce lo dicano. Ma non è così. In Italia si abbattono 50 mila caprioli all’anno e in tutt’Europa si usa l’abbattimento come strumento di controllo della fauna in sovrannumero. La caccia è vietata, la selezione no. I caprioli si sviluppano troppo, si riproducono molto rispetto ad altre specie, e non ci sono più predatori, mancano i lupi, gli orsi e le linci. L’unico vero predatore sono le automobili: prché questi animali causano decine di incidenti ogni anno, scontri nei quali a volte muoiono le persone».

Forse la gente non capisce la necessità di quelli che si chiamano «prelievi» e sono in realtà uccisioni.
«In tutte le Regioni ci sono gli abbattimenti. Noi siamo una delle amministrazioni che interviente di meno. I caprioli mangiano germogli e distruggono il patrimonio boschivo come è accaduto i alcune zone protette piemontesi, e fanno danni alle coltivazioni. Le amministrazioni provinciali devono rimborsare decine di migliaia di euro agli agricoltori. Il numero di caprioli aumenta in modo esponenziale perché vivono nei Parchi e non hanno predatori, ma spesso escono dai confini vanno sulle strade e appunto provocano incidenti, poi la gente ci fa causa. Perché quando una persona ha un incidente stradale, magari danni all’auto o alle persone, si dimentica che aveva firmato la petizione per salvare i caprioli».

La Regione Calabria ha chiesto cento Bambi. Come pensate di trasferirli?
«Ci stiamo organizzando. Se loro hanno un piano di ripopolamento li mandiamo volentieri, ma non è semplice. I caprioli sono animali timidissimi e spesso gli si spezza il cuore durante la cattura, o si feriscono alle zampe. Vanno addormentati, e poi si devono scegliere gli animali sani, per evitare contagi. Se poi il problema è l’intervento dei cacciatori allora si può pensare a una selezione fatta solo dai guardacaccia per evitare la preoccupazione dell’opinione pubblica. Se ci danno la possibilità di avere più guardacaccia possiamo intervenire solo con loro, che già adesso individuano solo gli animali malati o vecchi che possono essere uccisi».

Il ministro Pecoraro Scanio ha risposto al Question Time della Camera dicendo che fermerà la «strage dei caprioli»: ha trovato i fondi e provvederà a cambiare le modalità della selezione. C’è già un accordo?
«Guardi, io sono ambientalista da più tempo di Pecoraro Scanio. Vuole offrirci dei soldi per evitare l’abbattimento, e trasferirli nei Parchi, ma siccome se ne uccidono 50 mila in Italia mi chiedo dove pensa di metterli. Mi occupo di questo problema da tantissimo tempo e, come dicevo, spostarli da un’altra parte non è semplice. E’ un fatto che un certo tipo di fauna stia aumentando a dismisura e mancano i predatori per controllarne il numero. Pensiamo ai corvi che sono animali più intelligenti dei caprioli, hanno una più alta percezione del pericolo, vengono uccisi ma nessuno dice nulla».

Gli occhi tristi dei caprioli in attesa delle doppiette dei cacciatori hanno spezzato per qualche giorno l’atmosfera delle vacanze: migliaia le email alla Regione, al Ministero dell’Ambiente a La Stampa. Tra proteste, accuse e anatemi: «Vergogna, vergogna, vergogna!!!» ha scritto Dario Marchetti, poi un cacciatore tra ironia e provocazione: «E i derattizzatori! Lancio un appello: adottiamo i topi con quegli occhietti vispi e il musetto baffuto..».


da il corriere:

Caprioli da abbattere, animalisti in piazza
Manifestazione di protesta davanti alla sede della Provincia di Alessandria. Anche un sindaco protesta contro la Regione
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Un momento della manifestazione di protesta davanti alla Provincia di Alessandria (Ansa)
ALESSANDRIA -
C'era anche un sindaco con tanto di fascia tricolore sopra ad una maglietta raffigurante un capriolo alla manifestazione di protesta indetta dalle associazioni ambientaliste e animaliste contro la decisione della Regione Piemonte di fare abbattere, a partire dal prossimo 24 agosto, 600 caprioli considerati in eccesso tra quelli che vivono nei boschi dell'Alessandrino. Si tratta di Gianno Tagliani, primo cittadino di Castelnuovo Scrivia, la cui maglietta riportava la scritta: «Gli manca la parola, per tua fortuna».
La maglietta del sindaco di Castelnuovo Scrivia, Gianno Tagliani (Ansa)
PRESIDIO IN PIAZZA -
La manifestazione si è svolta in piazza Libertà, davanti alla sede della Provincia di di Alessandria. I partecipanti alla protesta hanno inalzato cartelli contro la caccia e hanno chiesto alle istituzioni di fare un passo indietro sulla decisione di procedere con gli abbattimenti, tanto più che da parte della Regione Calabria è arrivata la disponibilità ad accogliere sul proprio territorio tutti gli animali considerati in sovrannumero.
L'INTERVENTO DEL MINISTRO - Anche il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, era intervenuto sulla vicenda chiedendo di fermare la strage e annunciando risorse da parte del governo per trasferire gli animali in parchi e aree protette disposti a riceverli. Un atto, quello del ministro, che ha raccolto il plauso di Vittorio Sgarbi, ex parlamentare e assessore alla Cultura di Milano, che a sua volta aveva preso posizione contro le uccisioni dei caprioli.
SCONTRO BRESSO-UE - Chi invece non ha gradito il tam tam mediatico seguito alla notizia dei prossimi abbattimenti (anche i frequentatori del forum del Corriere Animali hanno preso posizione contro tale decisione) è Mercedes Bresso, presidente della giunta regionale del Piemonte, che ricorda come la caccia selettiva ai caprioli sia praticata in tutta Europa. E proprio al presidente della Commissione Ue, il portoghese José Manuel Barroso, la Bresso ha scritto una lettera protestando per le critiche mosse alla giunta piemontese dal vice di Barroso, l'italiano Franco Frattini. Se non sono state violate norme europee - è il senso della missiva - Frattini non aveva alcun titolo per esprimere opinioni.
«PRESIDENTE SENZA MEMORIA» - Ma a questo punto è la stessa Bresso a diventare oggetto di critiche: le sue argomentazioni sono considerate «discutibili» dall'Enpa, l'ente per la protezione degli animali. Che aggiunge: «La presidente della Regione Piemonte, candidandosi alle ultime elezioni europee, aveva formalmente dato la propria adesione alla Carta di impegno proposta dall’Enpa ai politici che con tale firma manifestavano l’intento di occuparsi di tutela animale in sede comunitaria. Ma evidentemente, tale adesione per la signora Bresso ha avuto una valenza esclusivamente esteriore, se oggi è pronta a dare il via ai cacciatori per eliminare centinaia di animali sani».
PROTESTA AD OLTRANZA - Gli ambientalisti comunque cantano vittoria e annunciano di avere convinto il presidente della Provincia di Alessandria, Paolo Filippi, ad abbandonare la via degli abbattimenti per passare a quella dell'afidamento a vari parchi italiani degli ungulati in sovrannumero. «Chiediamo che sia confermato lo stop alla strage da parte della Regione Piemonte - fa sapere l'Enpa in una nota _. E se così non fosse, la protesta pacifica degli animalisti proseguirà a oltranza, coinvolgendo i cittadini a ogni livello per chiedere che gli impegni presi siano portati a compimento».
05 agosto 2006







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