Lega Nord sul TAV
Data: Thursday, 03 November @ 09:23:39 CET
Argomento: 31 ottobre 2005


SEMPRE PIÙ ASPRE LE LOTTE INTERNE ALL’UNIONE
Alta velocità, no global pronti alle barricate
La Bresso avvia i lavori e scarica le responsabilità: «Ora tocca al Governo far rispettare la legge»
di Andrea Indini



Non passa giorno che all’interno del centrosinistra non sorgano nuove faide. Anche se i diessini più moderati non danno peso alla gravità della situazione, diventa sempre più difficile tenere al guinzaglio le frange più estremiste. Se un giorno sono i Verdi di Pecoraro Scanio, l’altro sono i compagni di Bertinotti. Ieri ad alzare la voce, sono stati proprio i militanti dei centri sociali torinesi. Contro la costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione. Contro lo stesso sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Contro (e questo è il massimo) l’intera Giunta diretta dalla Bresso.
È una guerra tutta interna al centrosinistra che in Consiglio sostiene la Tav, in piazza la vuole affossare. Ma di questo doppio-giochismo, i centri sociali torinesi se ne sono accorti e sono pronti a reagire. «Ci hanno gabbati», affermano con ferocia. La reazione - ovviamente - non potrà mai e poi mai essere un’azione civile. Così arrivano le prime minacce: «Torniamo in Val di Susa a bloccare tutto: ferrovie, autostrade, statali e stazioni». L’invito dei militanti dei centri sociali torinesi parte proprio dal sito internet di riferimento (www.indymedia.org). Il messaggio è chiaro: «riprendere la lotta in alta Val di Susa». «Siamo stati fregati perché ci siamo affidati ad Antonio Ferrentino e ai sindaci presenti ieri sera (lunedì, n.d.r.) - polemizza un manifestante facendo riferimento al presidente della Comunità montana della bassa Val di Susa - quando volevamo vedere prima scendere la polizia e, poi, scendere noi. Ci hanno detto che non era possibile e - conclude il manifestante - che la polizia sarebbe scesa alle nostre spalle: invece, si è visto quello che è successo».
Per ora il solo imperativo dei militanti “No-Tav” è: «okkupare». E, con buona probabilità, lo faranno se la Giunta Bresso non interverrà a tirare i guinzagli. Ma non c’è da sperarci. «Abbiamo sempre lavorato - afferma la Bresso - per cercare un dialogo con le popolazioni locali e per mediare: ora tocca al Governo far rispettare la legalità». Nessuna intermediazione, dunque.
Nel frattempo due manifestanti “No-Tav” sono stati formalmente denunciati in seguito agli scontri avvenuti lunedì nei pressi di Mompantero e Seghino, quando cioè alcuni manifestanti hanno caricato le forze dell’ordine perché non li lasciavano raggiungere i terreni di cui l’impresa dei sondaggi avrebbe dovuto prendere possesso per i lavori in vista della realizzazione dell’Alta velocità Torino-Lione. Polizia e carabinieri stanno ora esaminando la posizione di alcune decine di persone (forse una cinquantina in tutto) i cui nomi, nei prossimi giorni, saranno inclusi nel rapporto che verrà trasmesso alla magistratura per l’apertura di un procedimento penale. Le due denunce, invece, riguardano già una precisa ipotesi di reato: la violenza a pubblico ufficiale (ex art. 336 codice procedura penale) punita con il carcere da sei mesi a cinque anni nei casi più gravi. Lo staff legale dei manifestanti, intanto, sta studiando l’ipotesi di presentare un nuovo ricorso - dopo quello ancora al vaglio del tribunale civile - contro i sondaggi preliminari nei terreni sopra l’abitato di Mompantero, sul fianco del Rocciamelone. «Se è vero che hanno recintato la zona di sera e, in assenza dei proprietari - spiega l’avvocato Roberto Lamacchia, che assiste i “No-Tav” valsusini insieme al collega Gian Paolo Zancan, senatore dei Verdi - hanno compiuto un atto che non permesso dalle norme».


La Padania: 02/11/2005







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