All'estero non esistiamo
Data: Wednesday, 02 November @ 07:22:46 CET
Argomento: Notizie d'Oltralpe


Come ci insegna il nostro presidente del consiglio la comunicazione è la chiave del successo, i contenuti
senza comunicazione semplicemente non esistono per il mondo.



Siamo riusciti a far parlare di noi, tra una mistificazione e l'altra. Più mistificazioni che altro, ma mettendo insieme tutte le fonti un pezzo qui e un pezzo lì, per noi soli il quadro della verità è quasi completo. Dove si dice che c'era solo un centinaio di manifestanti il 31 ottobre (la padania), dove che oggi, 1 novembre ci sono state manifestazioni violente (TG5) ecc. ecc.

Guardando google news siamo comunque ancora nelle prime due di prima pagina. Ma se guardiamo all'estero praticamente non esistiamo, ma soprattutto non esiste il nostro stato sudamericano. Gli unici 2 articoli (nella media di quelli italiani, cioè beceri) si trovano con la versione francese e svizzera di Google News digitando TGV. Nulla in spagna, dove ci sono altri forti movimenti antitav, non in regno unito, non in USA, limitandomi alle linque che comprendo.

Questo per dire che per gli italiani siamo un centinaio di individui, secondo le fonti e quindi secondo chi se le fa propinare (contento lui...), una compagine di ecoterroristi, anarchici, sindaci e vecchietti che difendono i cavoli dell'orto. Ma per il resto del mondo semplicemente non esistiamo.

Bisogna discutere seriamente di questo fatto. Non possiamo solo sperare nei riflettori olimpici, che non
saranno certamente allietati dalle manganellate di Lunardi, ma se sarà possibile farsi inquadrare non ci
si sogni di avere il più minimo spazio, ricordiamoci il giro d'italia.

E' necessario decidere una strategia della comunicazione, più importante a mio parere della perdita dei siti del seghino e di mompantero vecchio: se tutto il mondo avesse visto i metodi sudamericani e se
l'opinione pubblica italiana continuerà a vedere quel qualcosa qua e là alla fine qualcosina farà breccia
nella censura (di cosa siamo ridotti a parlare...). Ciò limiterà la capacità di movimento dei governi plutocratici (purtroppo non è solo un discorso colore) più di un migliaio di noi in più.

Se non altro l'europa, quella che deve sganciare la lira, anzi l'euro, sarebbe bene che vedesse quale
democrazia deve finanziare. I giornali esteri sono spesso pronti a sottolineare il gigantesco conflitto di
interessi ed il nullo senso della democrazia di mr. Berlusca, se si riuscisse a far scrivere qualcosa
anche a loro a mio avviso sarebbe importante, non pretendiamo qualcosa di esatto, ma i metodi sudamericani di Berlusca e Lunardi sarebbero un buon corredo. Comunque vada è una battaglia di democrazia e se risveglia la coscienza di altri concittadini ciò contribuisce a combattere questo stato di cose.

Perciò servirebbero contatti, o ingegnarsi a farseli. O inviare posta a valanghe alle agenzie di stampa ed
ai giornali esteri, non lo so cosa servirebbe ma secondo me è un discorso da non sottovalutare.

E ricordarsi sempre che qualunque cosa faremo se la vedremo solo noi ed i poliziotti sarà quasi come non averla fatta. Per i politici non è questione di costi dell'opera e di costi di mantenimento dei celerini, ma solo di costi elettorali e purtroppo soprattutto di interessi di grandi poteri più o meno legati stretti al governo o ai governi. Contro questi ultimi possiamo fare qualcosa (pochissimo) solo una volta ogni 5 anni dentro al seggio, contro i primi possiamo e dobbiamo fare qualcosa tutti i giorni se siamo in tanti e siamo uniti.







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