Pubblicato da La Provincia di Lecco
Data: Tuesday, 01 November @ 22:39:20 CET
Argomento: 31 ottobre 2005


TORINO-LIONE Tensione in Valle Susa, mille manifestanti «no Tav» capeggiati dai sindaci Alta velocità, blocchi stradali e sulla ferrovia

TORINO - Tafferugli, cariche di polizia, feriti, blocchi stradali, treni fermi: il giorno più lungo per la Tav si consuma ieri in un crescendo di tensione tra le montagne della Valle di Susa, dove una dimostrazione popolare contro la costruzione della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione è stata segnata da un duro braccio di ferro con le forze dell'ordine. Scene che le cronache sono abituate ad ambientare nelle grandi città si sono viste a mille metri di quota, e hanno avuto come protagonisti non certi misteriosi «black-bloc», ma gente comune, pensionati, insegnanti, sindaci, consiglieri regionali, rappresentanti delle istituzioni, per un totale di oltre mille persone. Il bilancio parla di sei denunce e di sette contusi medicati all'ospedale di Susa, di cui quattro tra i manifestanti e tre fra poliziotti e carabinieri (ad un agente, in particolare, una camionetta ha schiacciato un piede). Enormi disagi anche per chi doveva viaggiare in treno: bloccando la stazione di Bussoleno un gruppo di dimostranti ha di fatto bloccato la tratta internazionale Torino-Modane. Le tante persone «No-Tav», tra le quali militano anche politici e amministratori, temono che la nuova opera assesti il colpo di grazia a una valle in cui corrono già una ferrovia, un'autostrada e due strade statali. Quello che hanno cercato di fare, riuscendoci almeno per 24 ore, era impedire l'avvio, fissato proprio ieri, dei sondaggi preliminari sui terreni che si estendono sopra il paese di Mompantero, sul fianco del monte Rocciamelone. I primi erano arrivati in zona nel cuore della notte, sfruttando i vecchi sentieri della Resistenza. Poi si sono formati i presidi veri e propri, mentre una quarantina di dimostranti, piazzandosi sui binari a Bussoleno, costringeva le Ferrovie a sospendere la circolazione (26 i treni soppressi), e le fabbriche della zona scendevano in sciopero. Respinto un tentativo degli anarchici di piazzare dei massi su una strada, le forze dell'ordine hanno cercato di disperdere i presidi, per poter recintare i luoghi e permettere ai tecnici della società di gestione di accedere. Ma i manifestanti, tra cui venti sindaci con fascia tricolore in prima fila, non hanno ceduto di un millimetro.

(sito Originale: http://www.laprovinciadilecco.it/online/online.asp?SiglaEdizione=LE&Sezione=ATTUALITA&Bassa=si&Pagina=8&IDNotizia=1692738



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