Le prime magagne post olimpiche. Dove? Ma in Val di Susa, ovviamente.....
Data: Wednesday, 15 March @ 16:19:58 CET
Argomento: dai media


EREDITA’ A CINQUE CERCHI SPARITE A TEMPO DI RECORD DA ALCUNI GIORNI LE CARREGGIATE COSTRUITE NEL TRATTO DELL’A32 TRA OULX E BARDONECCHIA
Autofrejus, quarta corsia tutta da rifare
Due mesi fa l’inaugurazione per i Giochi, oggi l’allarme: i viadotti hanno ceduto
15/3/2006
Francesco Falcone



Ma la quarta corsia dell'autostrada del Fréjus non era stata inaugurata in pompa magna solo un paio di mesi prima delle Olimpiadi? Sì, c'erano proprio tutti il 6 dicembre a Bardonecchia, giorno dell’apertura al transito degli ultimi chilometri a quattro corsie dell'A32: i vertici della Sitaf, il sottosegretario alle infrastrutture Ugo Martinat, gli onorevoli della zona, i sindaci.
Il giunto del viadotto «Beaulard-Vigna 1», spalla lato Bardonecchia, necessita di  un intervento urgente, dicono alla Sitaf

Una grande festa, insomma: «Cantieri chiusi a velocità record», questo l'annuncio al mondo. «Opera olimpica conclusa in tempo per i Giochi. Restano solo da portare a termine alcune sistemazioni ambientali» si disse in quella giornata di festa. Centodiciassette milioni di euro ben spesi, di cui 27 a carico dello Stato, attraverso la legge sugli interventi per le Olimpiadi di Torino 2006.

Salvo poi scoprire, pochi mesi dopo, che almeno parte del lavoro è da rifare. Da un paio di giorni, infatti, di alcuni dei viadotti nel tratto di A32 tra Oulx e Bardonecchia non c'è più traccia. Sono stati smantellati in tutta fretta: «Vanno sostituiti - spiegano i responsabili dell'ampliamento dell'A32 -. La loro rimozione fa parte degli importanti interventi di manutenzione straordinaria rinviati per rendere percorribile l'autostrada durante le Olimpiadi».

Fatto sta che la quarta corsia - inizialmente prevista «come di servizio e non di transito» per non sfidare le ire degli ambientalisti, poi magicamente diventata di transito - è ora sparita del tutto. Dall'altroieri la Torino-Bardonecchia è percorribile soltanto su due corsie: una a salire, una a scendere. Ma non si escludono chiusure totali per esigenze di cantiere. E la situazione è destinata a durare mesi. Quanti, esattamente, nessuno lo sa.
«Viaggiando a pieno ritmo potremmo finire per maggio-giugno - sottolineano dalla Sitaf -. Per alleviare i disagi all'utenza stiamo però pensando di procedere per passi successivi, intervenendo su un tratto alla volta. Il programma esatto è in via di definizione, ma una stima attendibile indica in settembre il limite ultimo».

«Siamo molto preoccupati per quanto sta accadendo - spiega il sindaco di Oulx, Mauro Cassi -. Abbiamo saputo nelle ultime ore di questa improvvisa riapertura dei cantieri e stiamo cercando di capire quali potrebbero essere le conseguenze per i cittadini e la viabilità comunale. Solo allora prenderemo provvedimenti».

C'è di certo che il primo effetto sulla viabilità è in programma per oggi: dalle 20 di stasera alle 7 di domattina l'Autofréjus sarà chiusa dallo svincolo di Oulx Ovest all'imbocco del tunnel, con deviazione dei veicoli sulla statale.
Ad annunciare la chiusura totale è una lettera inviata ieri ad Anas, Provincia, Regione e forze dell'ordine: «In base a quanto emerso il 6 marzo scorso - spiega, in breve, il comunicato -, il giunto del viadotto "Beaulard-Vigna 1", spalla lato Bardonecchia, necessita di un intervento urgente e si rende necessario chiudere l'autostrada...».

Ma la manutenzione non era già prevista da tempo? Sorge allora un dubbio, che dietro agli «urgenti lavori» ci sia ben altro. E' una fonte interna alla Sitaf a confermare l'ipotesi: «Il cedimento che ha fatto sprofondare di quasi 50 centimetri alcuni dei piloni di sostegno dei viadotti ha obbligato a chiudere subito al traffico la carreggiata in direzione Bardonecchia e a rimuovere in tutta fretta diverse travi in cemento armato».

«Le cose non stanno assolutamente così - la pronta replica dei funzionari della società di gestione dell'A32 -. L'unico punto in cui si è avuto un cedimento è lo svincolo di Savoulx, dove siamo intervenuti rapidamente riasfaltando la strada».
Ma allora perché informare tutti gli enti solo dopo aver già riaperto i cantieri e, soprattutto, inaugurare a dicembre un'opera non ancora ultimata?







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