TAV Roma-Napoli: archeologi ora costretti a cambiare lavoro
Data: Wednesday, 21 December @ 13:45:08 CET
Argomento: Notizie dalle altre tratte


21/12/2005 - 12:02
TAV: ROMA-NAPOLI; ARCHEOLOGI, ORA COSTRETTI A CAMBIARE LAVORO
(AGE) NAPOLI - Gli archeologi impegnati sui cantieri della linea ad Alta VelocitÓ Roma-Napoli, provenienti da tutta Italia, "hanno dato in questi anni un importante contributo al Paese, garantendo, con comportamento responsabile, la compatibilitÓ della tutela dell'immenso patrimonio archeologico italiano con la realizzazione di questa grande opera". Lo sottolinea Tsao Cevoli, presidente dell'associazione nazionale Archeologi che denuncia: "abbiamo lavorato per 900 euro al mese tra topi, zecche e rifiuti tossici ed ora siamo relegati alla condizione di 'archeologi abusivi', costretti a cambiare lavoro".



Il presidente dell'associazione evidenzia che "le importanti scoperte archeologiche fatte tra Lazio e Campania hanno svelato aspetti finora ignoti della storia di queste regioni e prodotto, fra l'altro, un notevole ritorno d'immagine per la committenza dell'opera". "Ma non si deve dimenticare - aggiunge - che gli archeologi, insieme agli operai, hanno operato in condizioni ambientali e lavorative estreme, sia su campo, tra amianto e rifiuti tossici, con turni da 9 a 12 ore al giorno per 5/6 giorni a settimana e guadagnando mediamente intorno ai 900 euro al mese, sia in fatiscenti strutture di lamina destinate a depositi per i reperti archeologici: strutture prefabbricate in lamiera, prive dei requisiti minimi per un ambiente di lavoro, senza riscaldamento e ventilazione, fredde d'inverno e roventi d'estate, spesso infestate da topi e zecche". Secondo Cevoli "questi archeologi oggi vanno a casa senza aver ottenuto nessun riconoscimento giuridico per la professione di archeologo, che in Italia continua ad essere priva di ogni tutela legislativa: senza nÚ un albo, nÚ un ordine professionale, nÚ un tariffario di riferimento, senza i pi¨ elementari diritti sindacali". "La nuova legge sull'Archeologia preventiva recentemente approvata rischia di aggravare ulteriormente la situazione - secondo Cevoli - ponendo ristretti vincoli accademici alla definizione di 'archeologo'; di fatto questa legge, che non prende per nulla in considerazione l'esperienza professionale maturata su campo, relega la maggior parte di noi archeologi laureati alla paradossale condizione di 'archeologi abusivi', costringendoci a cambiare lavoro". (AGE) RED-CENT

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