Tav, un appello a Ciampi
Data: Wednesday, 21 December @ 13:44:38 CET
Argomento: Dalla Toscana


Petilia P. Il leader dei minatori di Pagliarelle ricorda i sacrifici degli emigrati
Tav, un appello a Ciampi
«Condizioni disumane per i lavoratori calabresi»
PETILIA POLICASTRO - L'azione unanime, ferma e civile del popolo della Val di Susa sta portando tutto il mondo politico e istituzionale del paese a fare emergere le proprie posizioni.
«Salvaguardare le nostre montagne non significa isolamento ha detto il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi , con evidente riferimento al progetto Tav in Val di Susa, non possiamo permetterci di essere tagliati fuori dalle grandi reti europee : dobbiamo usare i progressi delle tecnologie e delle coscienze scientifiche per garantire la tutela dell'ambiente».
Un intervento pesante , nel merito del modello di sviluppo del nostro paese, quello del Capo dello Stato.




Un intervento, però, secondo Pietro Mirabelli, presidente della associazione Minatori della più popolosa frazione di Petilia Policastro, che sembra non tenere conto dei gravissimi precedenti fatti registrare dalla TAV nel Mugello a livello di ambiente, costi e condizioni di lavoro.
A questo ultimo riguardo Pietro Mirabelli si domanda: come mai non registriamo oggi alcuna risposta all'appello lanciato al Presidente della Repubblica dai lavoratori della Tav del Mugello,(molti provengono da Pagliarelle), dopo che il 20 febbraio del 2001 , egli aveva partecipato nel cantiere del Carlone- sotto i riflettori dei media nazionali- ai festeggiamenti per l'abbattimento di un diaframma di metà della galleria di Vaglia, sulla tratta tuttora incompiuta Firenze-Bologna?
E il 29 marzo dello stesso anno, proprio Pietro Mirabelli, delegato sindacale dei lavoratori del Carlone indirizzò al capo dello Stato un invito a intervenire perché cessasse l'inferno del ciclo continuo e del'emarginazione dei cantieri Tav.
Così Pietro ricorda quei momenti: «Le ho stretto la mano quando, è venuto a "festeggiare" nella galleria di Vaglia dell'Alta Velocità ferroviaria l'abbattimento di un diaframma.L'ho chiamata con rispetto, Le ho stretto la mano e Le ho sussurrato: ci salvi Lei, Presidente! Ricorda, Mi ha guardato , ha avuto un modo di sorpresa, forse: ero proprio io , quel rappresentante sindacale delegato alla sicurezza che Le aveva scritto poche ore prima per chiedere di poterLe parlare in occasione della Sua visita. Avrei voluto raccontarLe i problemi che assillano ancora oggi la vita e umiliano la dignità di centinaia e centinaia di lavoratori, la stragrande maggioranza venuta dalla lontana provincia di Crotone, aggiogati al ciclo continuo e a condizioni ambientali abbrutenti, qui n nella civilissima Toscana, nelle viscere dell'Appennino, in mezzo all'acqua e al fumo, a mille chilometri da casa. Ma la prefettura di Firenze mi informò che quel giorno Lei avrebbe avuto troppo poco tempo».
E lo stesso esito ebbe l'appello delle mogli dei minatori petilini inviato allo stesso Ciampi, ci ricorda il sindacalista dei lavoratori nel Mugello, nella primavera del 2000 che tra le altre cose dicevano:" non possiamo ulteriormente permettere la separazione delle famiglie in un contesto disumano di lavoro, ricordandoLe l'ultimo dramma che si è consumato a causa di queste situazioni: la morte di un nostro figlio di appena 22 anni , schiacciato in galleria e chiedendo la cancellazione di un contratto capestro che tratta i minatori calabresi e non «nemmeno come animali o macchine».
«Ebbene questi appelli sono finiti nel vuoto - ci dice mortificato Pietro Mirabelli- le cose non sono cambiate e tante lotte e tanti sacrifici non sono serviti a nulla» Il contratto del ciclo continuo infatti e il massacrante modello di impiego ad esso collegato è ancora in vigore e forse - conclude Pietro -si pensa di continuarlo anche per scavare il tunnel della Val di Susa dove a lavorare saranno sempre noi, minatori che veniamo dalla Calabria».

link: http://www.ilquotidianocalabria.it/articolo.asp?nomefile=35-qk3-2112-art_2.txt







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