Articolo de la stampa del 7 ottobre
Data: Saturday, 08 October @ 13:49:29 CEST
Argomento: Aggiornamenti del Sito


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ALTA VELOCITA’ A VENAUS IL GIORNO DOPO LA SOSPENSIONE DEI CAROTAGGI
Il popolo No Tav non smobilita


«L’unica forza che abbiamo è in noi stessi...». Parola di gente della Val di Susa che ieri, a Venaus, si è presentata in massa, nonostante l’annuncio dello stop ai sondaggi fino alla fine ottobre. E in massa hanno aspettato fin verso mezzogiorno, sfidando la pioggia e il freddo, i più grandi mendicando ferie dai datori di lavoro, i più piccoli non andando a scuola. E tutto perché ormai la gente di qui si fida soltanto più di se stessa. «Tanti, come noi, hanno sospettato che quell’annuncio fosse una presa in giro per tenere lontana la popolazione» dice Annamaria Giai, pensionata, che con il marito e una coppia di amici è arrivata lì all’aba. Ed ha trovato altra gente che dormiva in auto e nei sacchi a pelo, dentro il «presidio», rifugio preparato con assi e teloni, montato nel pomeriggio di mercoledì, con stufa e qualche sedia. «La nostra casa di lotta» la definisce qualcuno, dove l’altra notte quaranta persone hanno mangiato e discusso del problema Tav. «Solo di noi stessi ci fidiamo...» replica Alberto Perino, valsusino battagliero. Che sa coinvolgere e parlare agli animi: «Sono 15 anni che lottiamo e non ci faranno cedere di un millimetro». Dice: «Altro che sondaggio qui a Venaus: faranno un tunnel lungo 10 chilometri e largo 6 metri. Sarà la galleria di servizio per i lavori». Applausi. E tutti oggi, qui, tirano un sospiro di sollievo per come è andata a finire: niente scontri con polizia e carabinieri, niente trivelle in arrivo. Ma «il pericolo» lo sanno è solo rinviato, non scongiurato. «Bisogna approfondire le criticità dell’opera» tuona Nilo Durbiano, sindaco di Venaus che parla di «sondaggi a quota galleria». E mentre l'assessore ai Trasporti Daniele Borioli dice: «Dobbiamo creare le condizioni perché alla fine del mese partano sondaggi che la commissione tecnica ha ritenuto fondamentali per la salute dei cittadini della Valle di Susa», in valle si discute soltanto della fuga di Bruzolo dalla Commissione. Una porta in faccia al tavolo tecnico: l’amministrazione comunale, infatti, ha approvato un ordine del giorno in cui si esprime contro la «commissione Rivalta». E contro ogni tipo di sondaggio. Qualcuno dice: «Ci saranno altri comuni che ne usciranno». Almeno tre. Intanto, da Torino, il fronte Anti-Tav fa sentire la sua voce. Il verde Pecoraro Scanio annuncia: «Il 28 e 29 novembre in Val Susa arriverà la Commissione europea ad esaminare la vicenda Tav. Sono possibili altre soluzioni». Compreso l’allargamento delle gallerie già esistenti. Ghigo punta il dito sulla spaccatura della maggioranza che sostiene Bresso. A Venaus, la gente è scettica. «Qui possiamo soltanto contare sulle nostre forze» dice Guido Fissore, uno di quelli che passato la notte al presidio, e che qui viene tutti i giorni a dare una mano: «Perché questa è nostra valle, la nostra terra, la nostra vita». Le polemiche politiche non gli interessano. Come non interessano a Tiziana Chiapusso, 30 anni, che in valle ci vice da sempre. Dice: «Io sono qui per me, e per tutta la mia famiglia...». E’ incinta: tra poco più di un mese diventerà mamma.

l.pol.







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