Scrive Erasmo Venosi
Data: Sunday, 02 October @ 13:55:39 CEST
Argomento: I nostri commenti


La triviale e scomposta reazione alle dichiarazioni di Alfonso Pecoraro Scanio da parte del capogruppo DS e del vicecapogruppo della Margherita in Consiglio Provinciale di Torino , merita una risposta di natura tecnica e politica.
Dal punto di vista tecnico osservo che :



a) Dall'analisi descrittiva dell'andamento e della composizione degli investimenti in infrastrutture di trasporto che va dal 1970 al 2000 risulta retrospettivamente assente, qualsivoglia logica trasportistica. A prevalere sono state unicamente le determinanti macroeconomiche: fino agli anni 80 "rilanciamo l'economia" ( scopo anticiclico) e poi per restrizione del bilancio. In particolare è mancato totalmente un orientamento della spesa a favore della riduzione dello squilibrio modale. La composizione per modalità degli investimenti rivela una progressiva tendenza alla erraticità e alla frammentazione. L'impostazione attuale degli investimenti ha la stessa logica.

b) il progetto alta velocità Lione - Torino è insostenibile dal punto di vista economico, finanziario oltre che trasposrtisticamente inefficiente e ambientalmente incompatibile:
1) insostenibilità economica : la Commissione Intergovernativa (sulla cui composizione dirò dopo) ha determinato la redditività economica ( Valore Attuale Netto e Saggio Interno di Rendimento) che consente di stimare la utilità sociale dell'opera (comparazione tra ricadute positive e negative). Il VAN è negativo per circa 2,4 miliardi di euro (attualizzando il VAN ossia la differenza tra benefici e costi con un tasso del 5%) è negativo per 3,7 miliardi d'euro se applichiamo un tasso dell'8%. Redditività negativa equivale a distruzione di risorse.
2) insostenibilità finanziaria: la stima dei costi nel DPEF 2003-2005 era di 1,8 milioni d'euro e di 2,27 milioni d'euro nella delibera Cipe del 5/12/2003. Nel memorandum firmato a Parigi il 5 maggio 2004 da Raffarin e Berlusconi si parla di un costi per l'intera tratta di 254 km, di 13 miliardi d'euro. Le Monde riporta invece la cifra di 15,1 miliardi. La quota italiana per la galleria è pari a 4,46 miliardi (accordo sottoscritto) d'euro mentre nella delibera Cipe le risorse ammontano a 2,27 miliardi d'euro.. A questa cifra va aggiunto il costo dei 47 km di linea da Borgone di Susa a Settimo Torinese che possiamo stimare in 3 miliardi d'euro. Mancano quindi circa 5,27 miliardi d'euro.
3) nella CIG c'era in rappresentanza del Ministero del Tesoro tal Chiaiese Vincenzo che dal fascicolo (4398/PM e 3121 GIP Tribunale civile e penale di Roma Dr Otello Lupacchini) risulta "..forniva notizie della riunione CIPE sull'alta velocità in riferimento alla erogazione e alla quantificazione del c.d. addendum..............". Il Chiaiese era Presidente del collegio sindacale della TAV SpA. Inoltre risultava membro tal Borgia il quale, in una interrogazione al Ministro dei Trasporti dell'On Boghetta, risultava che forse avesse rapporti di consulenza con ditte interessate alla costruzione dell'alta velocità Roma_Napoli.
4) trasportisticamente inefficiente: la linea opera un semplice dirottamento di traffico rispetto ai tracciati " via Svizzera" e ignorando nel contempo la costruzione del tunnel del Loetschberg, (collegherà Mi e Domodossola) e del Gottardo (Zurigo - Milano). Inoltre gli interscambi con l'est sono quantitativamente infimi e che nella migliore delle ipotesi di crescita (ad est) comportertebbero un aggravio sull'autostrada A-4 di 1000 TIR su base annua. Nel 2004 sulla A-4 sono transitati 230.000 veicoli! Inoltre da Venezia a Ronchi dei Legionari esiste solo uno studio di prefattibilità ambientale e da Ronchi a Trieste il progetto ha avuto la VIA negativa. Da Trieste a Lubiana, Bretislava e Kiev.. non esiste proprio nulla! Non ultimo il problema dello scontro tra sloveni che vogliono il collegamento con il porto di Capodistria e Ts che non lo vuole. Infine a 1 km dal confine ucraino i treni dovrebbero cambiare i carrelli perchè i "binari sono più larghi" (lo scartamento passa a 1586 mm).
5) ambientalmente incompatibile: inquinamenti acustici (rumore aerodinamico da schermare in una valle..... quanto costa, ed è eseguibile, compatibilizzare costi di manutenzione con efficacia delle barriere), vibrazionali , elettromagnetici (di alta frequenza perchè non si usano segnali ma SRB in GSM e di alta frequenza per l'alimentazione di linea ed elettrodotti in alternata). Infine l'amianto che nello studio dell'università di Siena viene quantificato in 1,1 milioni di metri cubi (roccia amiantifera).

Dal punto di vista politico bisogna dire al ragioniere Lubatti e all'impiegato diplomato Esposito (dal sito della provincia di Torino) che sarebbe importante, in alternativa agli attacchi scomposti e disinformati a Pecoraro Scanio, innanzitutto informare l'On Bersani che sull'Ambin l'amianto c'è (l'On Bersani ha dichiarato a Paolo Forcellini nell'Espresso di due settimane fa che: "Amianto? Non mi risulta". Inoltre chiedere ai responsabili economici (On. Bersani e On Letta) come intendono risolvere il seguente piccolo problema:

a) dal 2009 (data d'inizio del'esercizio ferroviario av To-Na) lo Stato italiano dovrà integrare ai 30 miliardi d'euro di costo della linea (finanziati da Infrastrutture SpA ), gli interessi intercalari (quelli relativi all'intervallo tra chiusura dei cantieri, preesercizio ed esercizio) e la differenza rispetto ai ricavi di Tav (art. 75 legge finanziaria 2003). Ora tali ricavi sono quantificati in 47 miliardi d'euro (ipotesi di finanziamento Ispa 15 gennaio 2003) ipotizzando, sulla linea To-Na 12,5 miliardi di passeggeri * km/anno. Questo valore rappresenta il 41 % di tutta la domanda per ferrovia stimata dal Piano Generale dei Trasporti al 2010, (crescita alta ) o al 35% (crescita bassa). Inoltre Tav dovrà pagare a Rfi un canone per l'uso della rete, che è pari a circa 500 milioni d'euro. Pertanto dal 2009 questo Paese dovrà accollarsi sulla finanza pubblica nazionale, e non della Provincia di Torino e delle piattaforme con le quali ha vinto l'elezione il suo Presidente, circa 2 ,3 miliardi d'euro all'anno. A questi aggiungiamo i circa 5 miliardi mancanti della galleria di base e della tratta fino a Settimo.
In ragione di ciò le dichiarazioni di Pecoraro sono politicamente corrette, economicamente e finanziariamente con i vincoli di finanza pubblica e socialmente coerenti con la chiarezza e la trasparenza che ogni politico, sia post che ex dovrebbe avere.
Infine la pacchiana dichiarazione sulla finalità di Pecoraro di prendere voti sulle primarie in Valle osservo che sarebbe stato molto democratico invece tentare di sanare una delle grandi anomalie italiane: il leader del più grande partito della coalizione che non si presenta, perchè non può fare il Premier a causa del fatto che è un post comunista. In tutti gli Stati democratici il Premier è il leader della coalizione vincente. Il Premier già identificato da tutti lo si legittima (????) con le primarie perchè non ha un partito e chi lo contesta nel suo partito non si presenta neanche alle primarie! La democrazia e quindi le scelte, non esistono senza un "noi", uno scegliere tra "altri", ma forse chiedo troppo da chi pensa con le lenti deformanti del passato: da chi erede degli "ismi" che si sono tragicamente conclusi come fatti storici persistono ancora come abiti mentali e ad essi sono riconducibili le intolleranze che inquinano la politica italiana.
Un saluto
Erasmo Venosi







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