La Gazzetta del Mezzogiorno 3.12.05
Data: Saturday, 03 December @ 20:14:42 CET
Argomento: dai media


ALTA VELOCITÀ Casini: rischiamo di diventare un Paese di serie B. Costituito un osservatorio permanente «Sì alla Torino-Lione, ma parliamone»
Prodi si pronuncia sulla linea ferroviaria. Il centrodestra: parole ambigue Berlusconi: la Sinistra strumentalizza la protesta. Pisanu: rischi eversivi






ROMALa linea ferroviaria Torino-Lione ad alta velocità è necessaria perché non si possono prendere decisioni che «tengano l'Italia fuori dai Corridoi europei», tuttavia le ragioni della protesta in Val di Susa non possono non venire quantomeno ascoltate. Dopo giorni di silenzio il leader dell'Unione Romano Prodi prende la parola sulla spinosa questione dell'alta velocità cercando una formula di mediazione che finisce per accontentare solo a metà chi, nell'Unione, chiede l'interruzione dei lavori prima di affrontare un qualsiasi dialogo. «Apprezziamo l'invito a riaprire il dialogo di Romano Prodi - è la replica del presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - ma ora è necessario che il governo sospenda la militarizzazione della valle e l'avvio dei lavori». Lo stesso ragionamento del segretario di Rifondazione, Fausto Bertinotti, che chiede di aprire una trattativa «a bocce ferme», sospendendo i lavori. Dall'altro lato dell'Unione, però, il presidente della Margherita Francesco Rutelli argomenta che visto che «la scelta è già stata presa» i lavori non possono essere interrotti perché «se il progetto non va avanti le ferrovie passerebbero oltre le Alpi lasciando il nostro Paese fuori da un circuito internazionale». Le parole del Professore, poi, finiscono per prestare il fianco a una piaggia di critiche dalla Cdl. Il suo - si sottolinea dal centrodestra - è un atteggiamento come minimo «cerchiobottista», «pilatesco» e «ambiguo», imperdonabile per chi si candida a governare il Paese. «Gli italiani - lo bacchetta il ministro di An Mario Landolfi - si aspettano che Prodi assuma una posizione». «Prodi - va giù dura anche Erminia Mazzoni dell'Udc - ci ha dato la prova di come governerebbe l'Italia. Dopo giorni di silenzio si è finalmente deciso a parlare sulla Tav, ma solo per dire cose ambigue». Il presidente della Camera Pierferdinando Casini torna sull'argomento e afferma che «l'Italia rischia di diventare un Paese di serie B». Intanto, mentre i manifestanti «No-Tav» continuano a presidiare i lavori e, sotto la neve, distribuiscono polenta e formaggio, dall'amministratore delegato delle Ferrovie, Elio Catania, arriva un accorato appello: «Il nostro Paese ha un disperato bisogno dell'Alta Velocità». Il Consiglio dei ministri decreta la nascita di un «Osservatorio permanente» per il controllo del rispetto della salute e dell'ambiente in Val di Susa. E dal ministro dell'Interno Beppe Pisanu arriva anche un allarme sulla protesta. «In Val di Susa - è il monito - c'è una miscela preoccupante di legittima protesta popolare, speculazione politica e intrusioni eversive che rischia di esplodere da un giorno all'altro». Lo stesso ragionamento che avrebbe fatto il premier Silvio Berlusconi durante il consiglio dei Ministri, dicendosi preoccupato per le proteste contro il tunnel e chiedendo di cercare di arginare le tensioni. Berlusconi ha anche detto che la Sinistra strumentalizza la protesta. È bipartisan, comunque, la volontà di non chiudere totalmente alle istanze dei manifestanti. «Bisogna andare avanti» osserva il vicepresidente dello Sdi Roberto Villetti. «La gente - gli fa da eco il viceministro ai Trasporti Mario Tassone (Udc) - vuole chiarezza perché c'è un deficit di informazioni e serve un supplemento di comunicazioni tecniche». E il segretario dei Ds piemontesi, Pietro Mercenaro lancia una proposta: una cabina di regia sulla Tav con la partecipazione dell'Unione Europea, del governo, della regione Piemonte, della provincia di Torino e degli enti locali della valle di Susa, I sindaci della Val di Susa, infine respingono con irritazione l'allarme di Pisanu. Alcuni vecchi partigiani che hanno combattuto sui monti della Valle di Susa, in visita al presidio, vedono un'analogia tra la Resistenza e la lotta contro la tav.










Questo Articolo proviene da NO TAV
http://www.notav.eu/nuke/

L'URL per questa storia è:
http://www.notav.eu/nuke//modules.php?name=News&file=article&sid=1368