Il Giornale del Piemonte - Cronaca
Data: Saturday, 03 December @ 16:28:52 CET
Argomento: dai media


Tregua armata in valle ma la tensione resta alta
Il movimento No Tav ha superato il quarto giorno di protesta davanti al cantiere di Venaus della Torino - Lione. Dopo le tensione di giovedì sera quando le forze dell’ordine avevano tentato di spostare avanti di qualche metro il confine del cantiere, la notte è trascorsa tranquillamente. A mezzanotte c’erano un migliaio di persone, ma con il passare delle ore il numero dei manifestanti si è ridotto a poche decine. Ma ieri mattina sono arrivati i rinforzi.



Gli oppositori della Tav hanno cominciato a raccogliere legna e a montare tende per ripararsi dalla neve che ha cominciato a scendere intorno alle 10,30. A mezzogiorno, quando la neve è cominciata a cadere copiosa è stata distribuita polenta e formaggio.
In prima fila nella protesta i sindaci della Val di Susa. Loro attendono una risposta anche dal Quirinale dopo aver inviato un telegramma al Capo dello Stato chiedendo di essere ricevuti. «Aspettiamo una risposta da Ciampi, perché la soluzione deve essere presa al più alto livello istituzionale», spiega il primo cittadino di Venaus Nilo Durbiano. «È necessario - aggiunge - trovare una soluzione in tempi rapidi perché così non si può più andare avanti. È finito il tempo degli scherzi è ora che ci mettiamo tutti intorno a un tavolo, la Comunità Europea, il ministero dei Trasporti, la Regione, noi sindaci. Il primo argomento da trattare deve essere quello della salute: serve che esperti super partes, nominati d’accordo tra tutte le istituzioni, affrontino seriamente la questione dell’amianto e dell’uranio presente nelle rocce delle montagne». La tensione si è un po’ allentata: le barricate sulle strada provinciale 251, che passa di fronte al cantiere, sono diventate barriere mobili, con un varco che i manifestanti aprono e chiudono. La decisione è stata presa per consentire il passaggio di mezzi di soccorso, scuolabus e pullman dei lavoratori pendolari. Le nevicata, inoltre, potrebbe rendere difficile il transito sulle strade alternative usate in questi giorni a causa dei blocchi, strade stretti e quindi difficilmente percorribili da tutti i mezzi.
Ieri é intervenuto anche il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu. Illustrando una relazione presentata in consiglio dei ministri ha detto: «In Val di Susa c’è oggi una miscela preoccupante di legittima protesta popolare, speculazione politica e intrusioni eversive che rischia di esplodere».







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