La Repubblica 3.12.05 Intervista a Chiamparino
Data: Saturday, 03 December @ 15:56:11 CET
Argomento: dai media


Il sindaco di Torino: gli amministratori della valle accettino l´opera, poi si siedano con noi a discutere su come farla
Chiamparino prova a superare lo stallo "Via i blocchi e sospendiamo i lavori"
super tavolo Serve una cabina di regia con tutte le parti in causa per valutare gli aspetti in gioco
no al veto Nessuno può esercitare il potere di veto su un´opera decisa da istituzioni democratiche
di GINO LI VELI



TORINO - Sindaco Sergio Chiamparino, dopo l´ennesima giornata di blocco in Val di Susa, in molti si chiedono come si possa superare questa contrapposizione sul progetto della Torino- Lione. Lei ha qualche ricetta?
«Credo che la strada del dialogo possa essere percorsa partendo da due principi. Il primo: nessuno può esercitare un diritto di veto su un progetto, che se restiamo ai fatti, è stato democraticamente deciso dalle autorità nazionale e internazionale. Il secondo: c´è il pieno diritto della popolazione locale di dire l´ultima parola su come il cantiere di preparazione per l´opera verrà organizzato, sui disagi e sugli eventuali rischi».
Principi che poi concretamente come si realizzano?
«Se si accetta che non si può esercitare il diritto di veto e che le popolazioni hanno il diritto di reclamare la massima garanzia, allora si può passare alla fase successiva. Che secondo me vuol dire, da un lato, prendere possesso da parte dello Stato dell´area di Venaus, con smantellamento del blocco che impedisce i lavori e contemporaneo avvio di quella che definisco una cabina di regia (ma si può scegliere un´altra definizione) in cui, in maniera paritaria, siano presenti componenti della varie parti in causa (la Val di Susa, la Regione, il governo, tecnici indicati dalla ex commissaria De Palacio, esponenti super partes). Questa commissione s´impegna a sospendere i lavori di Venaus e ad approfondire la situazione. Credo che possa essere l´unico modo per superare lo stallo».
È una sorta di tregua olimpica?
«Si può scegliere qualsiasi definizione. La si può anche chiamare pausa. L´importante che ci siano impegni precisi da entrambe le parti. In primo luogo sui tempi di valutazione. Poi sull´avvio delle trivellazioni nelle altre zone. E inoltre da parte dell´autorità pubblica. Se davvero emergessero questioni di natura ambientale o per la salute o se i costi per superare i problemi fossero insopportabili, ci dovrebbe essere l´impegno a rivedere il progetto. Ma dobbiamo approfondire. E prendere possesso della zona di Venaus con l´impegno a non far partire nulla».
A chi rivolge questa proposta di mediazione?
«Ai sindaci della Val di Susa. Non certo ai professionisti del no a qualsiasi progetto di interesse nazionale, tra cui annovero anche alcuni esponenti dell´Unione».
Lei pensa che possa essere accettata?
«Se prevale la posizione dei cosiddetti No Tav è un problema. Ma in varie occasioni gli amministratori della Val di Susa hanno manifestato disponibilità. La strada del dialogo è l´unica possibile».
La presa di posizione del presidente Ciampi può contribuire a sbloccare la situazione?
«Il Capo dello Stato quando esprime certe valutazioni lo fa come interprete della volontà della maggioranza degli italiani».
L´imminente avvio delle Olimpiadi aiuta il dialogo o può essere un problema?
«Torino e la Val di Susa godranno di una grandissima visibilità internazionale. Non giova a nessuno utilizzarla in maniera negativa».







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