L'Avvenire 2.12.05 Cronaca
Data: Friday, 02 December @ 21:24:11 CET
Argomento: dai media


VAL SUSA INQUIETA
Ferrentino: stanno strumentalizzandole parole del capo dello Stato, vogliamo parlargli Il sindaco di Venaus alla presidente della Regione: decidiamo subito la tregua olimpica
I sindaci della valle:
«Vogliamo incontrare il presidente Ciampi»
Qualche momento di tensione ma alla fine scorre un’altra  giornata di stallo. Nella notte pochi volontari resteranno a montare la guardia ai cantieri



Da Venaus (Torino)
Bruno Andolfatto

Il temuto blitz notturno delle forze dell'ordine e della Cooperativa Muratori Cementisti per «conquistare» l'area del cantiere del cunicolo esplorativo di Venaus, non c'è stato e quella tra giovedì e venerdì, tutto sommato, è stata una notte tranquilla. Unico momento di tensione all'alba di ieri, verso le sette, quando una ruspa ha acceso i motori, cominciando a muoversi. In zona c'erano più di trenta "presidianti" che, temendo un'azione di sfondamento delle barricate, hanno lanciato l'allarme, richiamando a Venaus, con sms e telefonate, un centinaio di persone.
Il sindaco Nilo Durbiano, ha subito contattato i dirigenti della Polizia che, a loro volta, hanno telefonato al Prefetto che ha dato l'ordine di sospendere l'occupazione dei suoli. «Tutti si sono resi conto - commenta Durbiano - che non c'erano le condizioni per proseguire». E la situazione di stallo, con il faccia a faccia tra manifestanti e forze dell'ordine, è proseguita per tutta la giornata.
C'è stato anche qualche tentativo di trattativa, azzardata dal sindaco di Venaus: «Siamo disponibili a rimuovere le barricate dalla strada se verranno tolti i posti di blocco della Polizia ai bivi per la Val Cenischia e se ci sarà la decisione di sospendere le operazioni di cantiere». C'è poi il timore che il pallido sole di questi giorni lasci il posto a copiose nevicate: «È necessario - ha spiegato il sindaco di Venaus - ripristinare il servizio di trasporto pubblico, visto che da tre giorni i bambini non vanno a scuola. Se nevica - ha aggiunto - l'accesso al paese diventa molto complicato, perfino pericoloso».
Durbiano si è spinto oltre, commentando la proposta di tregua olimpica della presidente della Regione Mercedes Bresso: «Se tregua ci deve essere, questa va decisa subito, non dal 15 gennaio. Si fermi la macchina dei cantieri e la discussione politica riprenda il suo corso». Un appello che, al momento, non sembra venir preso in molta considerazione.
A far discutere i sindaci sono anche le pa role dell'altro ieri del presidente della Repubblica. «Sono d'accordo con Ciampi - commenta Giuseppe Joannas, primo cittadino di Bussoleno - nessuno più di noi è attento al rispetto della natura. La valle di Susa non è contro il progresso e non è isolata: l'attuale linea ferroviaria, con risorse modeste e senza scempi ambientali, è in grado di soddisfare le esigenze di trasporto sulle alpi».
Nella tarda mattinata, dagli uffici della Comunità Montana Bassa Valle, è partito un telegramma al Quirinale con la richiesta di un incontro urgente tra il presidente della Repubblica e i sindaci della Valle: «Le parole di Ciampi - ha detto Antonio Ferrentino - sono state strumentalizzate. Anche per noi le montagne non devono essere elemento di divisione ma di unione. E la nostra è una valle europea: una linea ferroviaria c'è già e può essere potenziata, ci sono due trafori e due valichi stradali di collegamento con la Francia».
E mentre i sindaci annunciano per sabato 17 dicembre un'altra imponente manifestazione (non più in valle di Susa ma lungo le vie di Torino) e una delegazione di oppositori all'alta velocità si prepara a sfilare, oggi, a Roma nel corteo dei metalmeccanici, il presidio di Venaus si anima col trascorrere delle ore. In un prato un furgoncino vende panino più acqua minerale a tre euro (prezzo politico strappato dal sindaco Durbiano) ma l'operazione commerciale ha vita breve e viene interrotta da un gruppo di manifestanti che pretende il monopolio alimentare della polenta cucinata nel presidio. Il furgone chiude i battenti. Nel primo pomeriggio, poi, giunge la notizia di un corteo funebre diretto a Venaus, fermato per controlli al posto di blocco di Mompantero. Cala la sera. La fatica comincia a farsi sentire. Vengono stabiliti i turni per la notte. Si fanno avanti alcuni volontari che scrivono il loro nome su un quaderno. Con loro, ad attendere l'alba, ci saranno un paio di sindaci.







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