Marco Cedolin - Lettera pubblicata - La Padania 30.11.05
Data: Wednesday, 30 November @ 13:25:46 CET
Argomento: dai media


LA LETTERA
Tav, un disastro annunciato Negli estratti alti rischi di radioattività
Caro direttore,
la storia che voglio raccontarvi parla di grandi capitali e di piccoli uomini, di treni che correranno vuoti a 300 km/h dentro a gallerie scavate nell'uranio, piramidi di Cheope fatte di smarino e grattacieli di fibre d'amianto.



Si tratta di una storia ad Alta Velocità, dove non esiste tempo per valutare i giudizi degli esperti e confrontarsi con le istituzioni locali. Esiste solamente una montagna di denaro sulla quale gettarsi con voracità e una montagna di roccia da sventrare al più presto per garantire la sopravvivenza del bengodi. Il progetto per la costruzione della Linea ferroviaria Alta Velocità - Alta Capacità Torino-Lione si evidenzia come il più scellerato e dispendioso dell'intero programma Tav. L'intenzione è quella di costruire un tracciato che partendo dalla periferia torinese attraversi buona parte della Val di Susa per poi sbucare in Francia attraverso un tunnel di 52 km.
Nella sola parte italiana è prevista l'estrazione dalle gallerie di 16milioni di metri cubi di smarino (almeno 6 volte il volume della piramide di Cheope) per i quali occorreranno 2,5milioni di passaggi di camion solo per stoccare nelle varie discariche i materiali di risulta.
La galleria di 23 km Musinè/Gravio attraverserà un terreno composto da rocce ricche di amianto. Non è stato previsto alcun piano di sicurezza, la metà del materiale estratto contenente amianto (paragonabile per volume a un grattacielo alto 400 metri) sarà stoccata in un sito a cielo aperto senza nessuna protezione. Il dottor Edoardo Gays, oncologo dell'ospedale San Luigi di Orbassano afferma che alla luce di queste condizioni le morti per mesotelioma rischieranno di aumentare di oltre 100 volte su scala regionale.
Il tunnel di 52 km correrà sotto il massiccio dell'Ambin, all'interno del quale sono presenti numerosi giacimenti di uranio, come documentato dal CNR fin dal 1965. Una parte dello smarino estratto sarà perciò carica di radioattività ed estremamente pericolosa sia in fase di scavo che di stoccaggio.
L'attuale linea ferroviaria è oggi utilizzata solamente al 38 per cento della sua capacità e le navette predisposte per il caricamento dei Tir partono ogni giorno vuote. Gli unici due treni giornalieri del collegamento ferroviario diretto Torino-Lione sono stati soppressi per mancanza di passeggeri. Si palesa perciò una scarsità di traffico davvero disarmante per una direttrice così importante da giustificare l'investimento di 21miliardi di euro al fine di dotarla di una linea ad Alta Velocità.
La storia vede riproporsi la biblica lotta di Davide contro Golia. Da un lato i cittadini della Valle di Susa, i loro sindaci, gli abitanti dell'area torinese che hanno avuto la sensibilità di riuscire a comprendere i termini del problema, alcuni studiosi, medici ed esperti.
Dall'altro gli uomini del governo accanto a quelli dell'opposizione, il Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, donna che per l'occasione è giunta al punto di abiurare le parole esperite in tanti anni di militanza ambientalista, e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
Il primo scontro si è svolto il 31 ottobre, quando il potere ha usato i manganelli della polizia per bastonare i tanti cittadini, nonché alcuni sindaci che si erano inerpicati sulla montagna nel tentativo d'impedire la conquista del primo lembo della loro terra, sul quale sarebbe stata installata la prima trivella a sancire di fatto l'inizio dell'opera. Il 16 novembre la Valle di Susa si è fermata, unita in uno sciopero generale e 80mila persone di tutte le età e di tutti i ceti sociali hanno ribadito il proprio no alle trivellazioni e alla militarizzazione del territorio.
Un giorno i contestatori No Tav della Val di Susa forse appariranno al resto d'Italia nella loro veste reale, non uno sparuto gruppo di estremisti ecologisti nemici del progresso, bensì tanti cittadini coraggiosi che lottano per difendere la propria salute e la propria terra. Quel giorno potrebbero diventare tantissimi, così tanti da uscire dall'invisibilità, troppi perché i poliziotti possano bastonarli tutti, ed allora forse inizierà una storia diversa che parlerà di treni costruiti per incrementare la qualità di vita dell'uomo e non di uomini sacrificati nel nome dei treni e della velocità.
Marco Cedolin







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