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Trivella SMAT [?] a Giaveno

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Sulla strada che da Giaveno sale alla Mortera, in via San Francesco d'Assisi, (vicino al Rio Brocca quasi al bivio per le case Vai) c'è una trivella al lavoro da un bel po' di giorni, pare una quindicina.
È una trivella che sta facendo carotaggi per conto della SMAT con la scusa di cercare nuovi pozzi per l'acqua.
Non è una bella notizia, perché è sulla linea San Bernardino / Bennale a 1820 metri dal carotaggio G2 di Giaveno in località Villanova.
In base ai documenti affissi alla rete di cantiere si dovevano fare due sondaggi (con carote) nel comune di Giaveno: uno in ZONA MADONNA DEL BUSSONE e l'altro RIO BROCCA ZONE CASE VAI.



La documentazione affissa dice che i lavori dovevano iniziare presumibilmente il 16 novembre del 2009 e durare 120 giorni consecutivi. A questo punto mi sorge il dubbio che il sondaggio in ZONA MADONNA DEL BUSSONE sia già stato fatto in tutta tranquillità.
 
A parer mio è un fatto molto grave perché nulla vieta a varano&c di far fare i sondaggi da SMAT piuttosto che da SITAF o da altri per poi acquisire i dati di questi sondaggi come hanno acquisito gli altri duecento e passa e spacciare in Europa (magari facendoseli pagare come originali) i sondaggi fatti da altri. E noi buggerati e contenti.
 
Verifichiamo intanto dov'è la ZONA MADONNA DEL BUSSONE a Giaveno e cerchiamo di sapere se lì hanno già fatto il sondaggio previsto; poi vediamo di capire cosa possiamo fare per non passare per fessi.
 
Allego foto trivella & carote.
 
P.S. - la trivella scarica allegramente i fanghi nella strada. Tutti contenti a Giaveno?

Postato il Wednesday, 21 April @ 09:29:47 CEST di
 
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Re: Trivella SMAT [?] a Giaveno (Voto: 1)
di giuliano il Wednesday, 21 April @ 16:07:37 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
non ha nulla a che fare con il post ma non riesco a postare questo articolo che mi sembra interessante. ciao



L'Austria mette in dubbio la nuova ferrovia del Brennero TAV/TAC


Mer, 21/04/2010

COMUNICATO STAMPA:
I DUBBI IN AUSTRIA SULLA NUOVA FERROVIA DEL BRENNERO CONFERMANO I MOTIVI DELL’OPPOSIZIONE IN ITALIA.

Alla fine di marzo 2010 fonti austriache di affidabilità consolidata [1] - in parte riprese dalla stampa altoatesina [2] - hanno diffuso informazioni secondo cui in Austria si stanno sottoponendo a revisione generale tutti i progetti di nuove strade e ferrovie (piano infrastrutture 2010-2015, con particolare riferimento alla galleria di base del Brennero) perché mancano adeguate coperture finanziarie e sicure garanzie che a lavori ultimati il traffico merci si sposti dalla gomma alla rotaia; solo dopo una adeguata rivalutazione globale gli organi competenti assumeranno le decisioni definitive. Esaminando le notizie nel dettaglio, emerge che perplessità e contrarietà attraversano all’interno i componenti del Governo federale austriaco, la coalizione di governo, istituzioni centrali, il Land Tirol, partiti, esponenti politici e tecnici di diversa estrazione. Non siamo al ritiro formale dell’adesione austriaca, ma il futuro del progetto della nuova linea del Brennero è palesemente in forse. In Austria per ora la politica non dichiara formalmente l’inutilità dell’opera (molti dubbi escono comunque dal Ministero dei Trasporti); ma mentre alcuni dei soggetti pubblici interessati riducono drasticamente i finanziamenti già attribuiti all’opera altri mettono in evidenza le difficoltà di ulteriore finanziamento e prendono le distanze.
Tutte incertezze che la stampa in Italia - segnatamente in Trentino - si guarda bene dal riportare. Forse per non dare altri spunti ai Comitati, ai soggetti organizzati e ai singoli che nelle valli dell’Isarco e dell’Adige da anni si oppongono ad un progetto inutile e dannoso?
Non abbiamo bisogno di argomenti nuovi. Le esitazioni crescenti in chi decide in Austria sono solo un effetto (peraltro tardivo) delle negatività radicali di un’opera che già da molto tempo esibisce un scostamento abissale tra obiettivi dichiarati e realtà.
Di fronte alle previsioni di un flusso merci sempre in aumento sull’asse del Brennero (da compensare con la nuova ferrovia) stanno i dati di un crollo oramai strutturale del traffico pesante: meno 23% tra il 2008 ed il 2010, a far tacere finalmente i promotori che dichiaravano transitoria la flessione 2008-2009 e raccontavano di stime nuovamente positive a partire dalla metà dello scorso anno. Di fronte al preteso ruolo strategico della nuova ferrovia del Brennero stanno sia le chiare opzioni del Governo italiano (che comunque non ci convincono) verso la direttrice Genova-Milano-Rotterdam sia la formazione di un alternativo asse direzionale merci
dai porti del Nord Adriatico verso il Centro Europa (ferrovia dei Tauri).
In ogni caso - come tutto il movimento NO TAV in Alto Adige e in Trentino ha dimostrato ripetutamente - le soluzioni per ridurre i gravissimi impatti del traffico merci autostradale a un livello compatibile con la salute umana e l’equilibrio ambientale esistono, e sono praticabili subito senza attese pretestuose per dare spazio ad un progetto inutile:
1) intervenire per portare le tariffe merci autostradali della rampa Sud al livello di quelle austriache;
2) attuare politiche dei trasporti che disincentivino il traffico pesante non indispensabile;
3) utilizzare tutta l’ampia capacità residua della linea ferroviaria storica del Brennero.
C’è poi l’inquinamento acustico prodotto dai treni merci lungo le valli dell’Isarco e dell’Adige. Il problema può essere affrontato immediatamente con interventi mirati; lasciare insoluto anche questo ed utilizzarlo per promuovere la nuova ferrovia è irresponsabile.

L’insistenza sull’opera in Italia si spiega solo con la necessità di favorire gli affari di

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