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Comitato di solidarietà "DIAMO UN FUTURO DI SPERANZA AI NOSTRI RAGAZZI NICOLAS, LORENZO, STEFANO", costituito per i tre ragazzi di Novalesa che sono stati gravemente feriti dallo scoppio di un residuato bellico mentre lavoravano in un campo:
chi vuole contribuire con un versamento può utilizzare il conto intestato a Pezzoni Gilberto
bonifico bancario IBAN: IT79 Z076 0101 0000 0009 3438 463
oppure ccp 93438463
(chi effettua un postagiro indichi il conto n. 000093438463)
Autofinanziamento delle spese legali del movimento.
I nostri legali lavorano tutti in modo gratuito ma ciò nonostante i costi legali sono alti.

conto corrente postale:001004906838
IBAN IT22 L076 0101 0000 0100 4906 838
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Lettera del sindaco di Condove

Solidali alla lotta NO TAV in Val Susa lica ha scritto
"inviata al Coordinatore Nazionale delle Rete dei Nuovi Municipi e relativa risposta

Il sindaco di Condove, Valle di Susa, denuncia: "La valle è militarizzata" messaggio di Barbara Debernardi, Sindaco di Condove in Valle di Susa, inviato alla terza Assemblea nazionale degli Enti locali in corso a Bari.
Cari colleghi, sono il sindaco del comune di Condove, Valle di Susa, in provincia di Torino, Comune che da alcuni anni aderisce alla Rete dei comuni solidali, una rete che ad oggi conta oltre duecento comuni, medio piccoli, da tutta Italia. La Rete dei comuni si occupa di cooperazione decentrata, ma funziona come rete anche come scambio di informazioni per nuove pratiche, e in alcuni casi scambio di solidarietà e partecipazione. Questo è uno dei casi.

Nei giorni scorsi la Valle di Susa dopo anni di colpevole silenzio da parte dei media, si è finalmente guadagnata spazio nelle cronache nazionali per i gravissimi episodi accaduti sulle pendici del
Rocciamelone, in occasione del tentato avvio dei lavori preparatori della linea ad Alta Velocità Torino-Lione che si vorrebbe imporre al nostro territorio.

Come forse sapere tale opera, democraticamente e pacificamente contestata dalle comunità locali, dagli enti istituzionali, da un'ampia e diversificata componente della società civile e da tantissimi cittadini, rappresenterebbe per i nostri territori un irreversibile danno ambientale, al quale si dovrebbe affiancare un
altrettanto pesante danno economico e al quale, soprattutto, si assommerebbe un ben più grave danno alla salute ed alla vita di questa e delle future generazioni.

L'impegno a tutelare pienamente la vivibilità di un territorio rappresenta per gli amministratori un dovere morale prima ancora che un dovere civile o politico.
Tale impegno, in quasi quindici anni di mobilitazione, non è mai stato considerato delegabile, ma dagli amministratori della Valle e dai cittadini è sempre stato considerato compito da vivere in prima persona e da condividere con tutti coloro che mettono al primo posto non il profitto a tutti i costi, non il progresso che calpesta l'uomo, ma la tutela della persona. E questa ovviamente non può prescindere dalla tutela dell'ambiente.

Lunedì scorso si è verificato l'ennesimo, grave tentativo di forzatura della volontà popolare e della volontà degli Amministratori del territorio, che in questi anni hanno votato decine di delibere di contrarietà ad una nuova linea ad Alta Velocità.

Con un dispiegamento di polizia degno di uno stato in assetto di guerra, con mille poliziotti in tenuta antisommossa, il Governo ha tentato di occupare i terreni sui quali si sarebbero dovuti svolgere
alcuni sondaggi geologici propedeutici all'opera.

Ha trovato ad opporsi a questa autentica forzatura i sindaci, con la fascia tricolore e i gonfaloni dei loro Comuni e tantissimi cittadini pacifici e determinati, che hanno resistito passivamente, ma testardamente, per tutta la lunga giornata, sopportando cariche di polizia e manganellate.
Ad oggi il Comune oggetto di tale operazione è di fatto presidiato militarmente: si entra e si esce dal paese solo se residenti, e sempre esibendo un documento di identità, attraverso posti di blocco
presidiati dalle forze dell'ordine 24 ore su 24.


Reputiamo che tale situazione sia di una gravità inaudita e che lo stato di diritto sia stato sostituito da uno stato di polizia, indegno del nostro Paese e dalla Carta costituzionale di cui ci possiamo ancora vantare, in cui si enunciano diritti oggi di fatto calpestati.

Queste poche righe (difficile riassumere anni di impegno in una pagina!) per denunciare e per chiedere solidarietà.
La Valle di Susa il 16 novembre si fermerà per uno sciopero generale e chiederà, per l'ennesima volta, di veder rispettati i diritti alla salute e alla qualità della vita che da anni reclama inutilmente.
Sarà di conforto poter contare sulla presenza dei gonfaloni di tutti i Comuni amici, che potranno essere presenti alla manifestazione e sull'amicizia solidale che i più lontani vorranno inviarci.

Vi chiediamo inoltre una mozione di denuncia per un territorio militarizzato, non si può far calare un'opera così devastante contro la popolazione.

Contiamo su di voi!

Barbara Debernardi, Sindaco di Condove


risposta al sindaco di Condove e adesione all'incontro del 16 Novembre 2005

Caro Sindaco,

abbiamo ricevuto la tua lettera da Gigi Sullo- Direttore di Carta durante il nostro incontro di Bari, immediatamente l'abbiamo letta, tutta l'assemblea in maniera unanime e sentita ha voluto confermare la nostra vicinanza e il nostro coinvolgimento alla vostra battaglia e l'adesione all'iniziativa del 16 Novembre prossimo.
Quello che è successo lunedì 31 ottobre 2005 a Mompantero (Torino), frazione Seghino, è un fatto nello stesso tempo straordinario e gravissimo e come dice il comunicato dell' Arci Valle Susa( http://www.arci.it/vallesusa/index01.shtml )- si è consumata una brutta pagina per la democrazia nel nostro Paese.

Ma oramai di queste pagine c'è un libro pieno.

Poi il solito pacco bomba, le più di 100 denunce e chissa ancora cosa si abbatterà su questo movimento pacifico e consapevole in questa che si annuncia una lunga difesa del territorio e della vostra identità di uomini e donne abitanti della vostra stupenda valle.

Non ci basta essere solidali con tutti voi, ma come rete vogliamo partecipare in maniera attiva, tante sono le vertenze territoriali aperte in questo paese, frutto della consapevolezza ritrovata dei popoli, come quelle che hanno visto un arretramento dei soliti poteri forti, o in altri casi una denuncia forte di interessi che stavano alla basi di queste scelte, come Scanzano, il Piano di Riordino Sanitario della Puglia, la Privatizzazione dell'Acqua in Campania e Toscana, Il Ponte sullo stretto, il Piano di riordino Agricolo in Sicilia, Il movimento degli studenti medi e universitari, la questione dei rifiuti.

Ci vedremo il prossimo 16 Novembre in Val Susa, sono sicuro insieme a tanti, che non voglio più aggressioni al territorio e alla qualità della nostra vita, chiederò ai rappresentati degli enti locali di arrivare con i Gonfaloni dei comuni che rappresentano, è importante dare il massimo del sostegno a questa vostra lotta.

Contate pure su di noi.

Salvatore Amura
Coordinatore Nazionale delle Rete dei Nuovi Municipi

"

Postato il Wednesday, 09 November @ 23:08:24 CET di
 
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