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Comitato di solidarietà "DIAMO UN FUTURO DI SPERANZA AI NOSTRI RAGAZZI NICOLAS, LORENZO, STEFANO", costituito per i tre ragazzi di Novalesa che sono stati gravemente feriti dallo scoppio di un residuato bellico mentre lavoravano in un campo:
chi vuole contribuire con un versamento può utilizzare il conto intestato a Pezzoni Gilberto
bonifico bancario IBAN: IT79 Z076 0101 0000 0009 3438 463
oppure ccp 93438463
(chi effettua un postagiro indichi il conto n. 000093438463)
Autofinanziamento delle spese legali del movimento.
I nostri legali lavorano tutti in modo gratuito ma ciò nonostante i costi legali sono alti.

conto corrente postale:001004906838
IBAN IT22 L076 0101 0000 0100 4906 838
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Pendolari , inferno quotidiano.

dai media SI-NO-TAV ha scritto
"

Dal 2000 a oggi gli italiani in viaggio per lavoro sono aumentati del 38,5%
Ogni giorno 13 milioni di persone in Italia «pendola». E’ un italiano su cinque, una cifra record, un aumento del 66% in sedici anni. Nel 1991 infatti erano 8,7 milioni quelli che per lavoro o studio dovevano allontanarsi dal loro comune, vale a dire un italiano su sette. L’aumento è stato particolarmente intenso negli ultimi sei anni: al già consistente nucleo di pendolari in marcia si è aggiunto un ulteriore plotone di 3 milioni e mezzo di persone, il 35,8% in più. Verrebbe spontaneo pensare a un analogo incremento dei passeggeri sui binari e invece nello stesso periodo le Ferrovie hanno offerto solo il 5,2% di posti in più e fra i pendolari solo il 7% in più ha scelto il treno. E’ il risultato di un’indagine sul pendolarismo realizzata dal Censis.


Nel rapporto, dietro l’esplosione degli spostamenti vengono individuati tre motivi: l’aumento degli occupati, degli studenti delle scuole secondarie e degli iscritti all’università e di quelli che dal centro città si sono trasferiti nella prima cintura e nella seconda corona urbana. Chi sono i nuovi pendolari? Soprattutto persone che si spostano all’interno del comune di residenza: solo nel 4% dei casi vengono affrontati tragitti extraregionali. Spostarsi all’interno del comune vuol dire comunque percorrere distanze di un certo rilievo, in media 24,2 km. A percorrere tratte che superano i 25 km. sono il 28% dei viaggiatori. La durata è opinabile in questi casi visto quel che si può incontrare in termini di traffico sulle strade o ritardi nei treni. Dalla ricerca però risulta che un pendolare su tre affronta un viaggio di più di 45 minuti e in media si impiegano 42,8 minuti per ciascun tragitto.
Le note dolenti iniziano quando si va a chiedere come avvengono gli spostamenti. Il 70,2% dei pendolari usa l’auto e il 5,9% la moto o il motorino, affrontando una spesa di 109,5 euro al mese solo per il carburante ma che può arrivare anche a 188,75 euro se si considerano anche i costi di autostrada e parcheggio. In pratica, un pendolare può lasciare sulla strada fino al 10% del suo reddito medio. E’ evidente che a potersi permettere il costo di simili trasferimenti sono soprattutto lavoratori (l’80,7% contro il 35,7% degli studenti). Chi non può permettersi l’auto sceglie il treno. Sono il 14,8% dei pendolari, quasi 2 milioni di persone, in particolare studenti (32,7%) e un po’ meno i lavoratori (il 9,3%). Spendono 49,20 euro al mese, quasi tre volte in meno rispetto a coloro che usano mezzi propri ma il risparmio è davvero l’unico vantaggio che i risultati della ricerca lasciano intravedere.
Chi viaggia in treno subisce un ritardo medio pari a oltre il doppio del tempo: 7,7 minuti contro 3,4. E un pendolare su cinque di quelli che prendono il treno denuncia anche ritardi di più di dieci minuti. Decisamente scarsa la qualità del viaggio nei vagoni per le condizioni di pulizia di sedili e bagni, il riscaldamento o l’aria condizionata perennemente guaste, il malfunzionamento di porte e servizi, l’affollamento perenne. Tutte queste voci raggiungono voti al di sotto della sufficienza e si spiegano con il mancato adeguamento dei treni rispetto all’aumento della domanda. Nel 2005 Trenitalia ha trasportato 444 milioni di passeggeri sulle tratte locali e regionali, un aumento del 7,7% in quattro anni se ci si riferisce al numero di passeggeri trasportati e dell’8,1% per i chilometri percorsi.
A queste cifre l’offerta ha risposto con un aumento solo del 5,2% dei posti e del 6,3% dei treni in rapporto ai chilometri. Né sembra che andrà meglio in futuro. Nei prossimi anni si prevede un aumento ulteriore dei pendolari. Il governo aveva messo a punto e annunciato a maggio un piano di 1000 nuovi treni entro il 2011. Ma il piano è sparito dalla Finanziaria approvata in prima lettura al Senato e le Ferrovie dello Stato hanno annunciato che per la riduzione degli stanziamenti previsti in Finanziaria di qui al 2011 non solo non verranno acquistati nuovi treni ma probabilmente si dovranno sopprimere alcune linee.
di FLAVIA AMABILE
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200711articoli/27926girata.asp
"

Postato il Tuesday, 27 November @ 13:42:23 CET di
 
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