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Beppe Grillo 09/12/05: La Voce della Val di Susa/3

Solidali alla lotta NO TAV in Val Susa facocero ha scritto
"

9 Dicembre 2005
La Voce della Val di Susa/3
Pubblico la lettera di un francescano della Val di Susa, Beppe Giunti, è lunga, ma vale la pena di leggerla tutta.
"Molti amici della nostra Comunità stanno chiedendomi, a ragione, in queste ore perché io sia dentro la questione TAV, perché abbia marciato da Bussoleno a Susa, perché ieri mattina a Bussoleno mi sia posto in mezzo tra un reparto di polizia che tornava dal blitz notturno e la folla di persone comuni che voleva restituire manganellate e insulti.




Il motivo principale è che la fede cristiana non è una astrazione, una filosofia, ma la sequela di un Dio che si fa uomo, in un preciso contesto temporale e culturale. L’incarnazione è uno dei misteri principali della fede e il criterio centrale della sequela di Cristo.
Ne deriva che il credente non può “chiamarsi fuori” dalle situazioni che hanno in gioco valori, di qualsiasi tipo. La fede quindi non può avere una dimensione privatistica. In questi mesi sia l’insegnamento di papa Benedetto sia alcuni interventi della CEI ce lo hanno ricordato a proposito di chi vorrebbe la Comunità cristiana muta su interrogativi pesanti (matrimonio, usura, coppie di fatto).
Non ci sono dubbi per il credente: ogni realtà che coinvolga a vario livello scelte “umane” lo deve trovare presente.

Seconda motivazione, la grande e importante questione del treno ad alta capacità di trasporto merci (non è infatti principalmente treno ad alta velocità passeggeri, TAV è solo uno slogan per ambedue gli schieramenti pro o contro, la posta in gioco è se tenere gli scambi a sud delle Alpi tramite Genova e Marsiglia e Barcellona o lasciarli a nord su Rotterdam) tocca questioni del tipo suddetto?

Ritengo di sì: il metodo (democrazia partecipata che coinvolge i soggetti intermedi per il principio di sussidiarietà) è stato rovesciato (decisione di vertici economici-finanziari poi firma politica internazionale), al centro è stato messo il mercato non le persone; l’idea di “progresso” che viene esposta nei documenti “pro” non parla mai di qualità di vita ma di accrescimento di ricchezza; non è stato affidato ad un centro indipendente uno studio preliminare sulle conseguenze ambientali, economiche (del tipo: bilancio in passivo come per il tunnel della Manica per quante annualità?); la dimensione finanziaria dell’opera non esige che ci si chieda se in altro modo non si ottengono risultati equivalenti?

Le analisi tecniche che sono state elaborate da Enti su richiesta delle Comunità Montane della Valle sono disponibili da dieci anni, ora i cittadini hanno la percezione di non contare nulla.

Ho ritenuto inoltre che una mia presenza, come quella di tanti altri sacerdoti, sindaci, docenti dei licei della Valle, esponenti dell’associazionismo avrebbe potuto attenuare lo scontro mantenendolo in ambito di rispetto, ascolto, democrazia. Alla marcia dei 50.000 ho partecipato perché non era partitica, ma tenuta insieme dal sindaci che sono l’anello più vicino a me della Nazione; un ecclesiastico non può aderire a movimenti politici né iscriversi a partiti; ma qui si è trattato di un fatto di cittadinanza.

Purtroppo i fatti di ieri notte a Venaus, e prima molte dichiarazioni di persone responsabili del bene comune (questo io credo debba essere il nome nobile da riconoscere ai politici, per esempio il ministro Lunardi), il silenzio decennale della stragrande maggioranza degli organi di informazione nazionale ed ora il loro interesse folkloristico (i cartelli della marcia, i manganelli, i falò, la stanchezza dei poliziotti, la polenta ai presidi di Venaus), la scelta del responsabile del bene comune sotto il profilo dell’ordine pubblico (ministro Pisanu) di militarizzare la Valle e di ordinare il blitz (svoltosi con metodi vecchi da anni ’50, - Scelba docet? – di notte in silenzio ordinando ai fotografi di andare via, con l’insinuazione e pretesa giustificazione circa la presenza di infiltrati anarchici o comunque violenti, mai visti in Valle in questa occasione e che tuttavia sono spuntati a Torino dopo il blitz), la reazione emotiva dell’intera popolazione (ieri mattina sulla macchina del comune di Bussoleno con il microfono abbiamo fatto fatica – un sindaco un partigiano conosciuto qui e io – a frenare la violenza fisica) che impedisce di ragionare sui fatti sui dati e non sugli slogans; tutto questo rende faticoso star dentro la questione.

Ritengo di aver fatto e di dover continuare a fare questa piccola cosa perché sono frate, cristiano e cittadino.

Una riflessione finale, sfuggita ai più: l’intensità di riunioni, circolazione di documenti, confronti in piccoli gruppi e in assemblee, il mescolamento di identità culturali politiche religiose avvenuto in questa occasione manifesta qualcosa – al di là che si faccia o no questo monstrum ingenieristico – che punta diritto al ripensamento di quale modello di sviluppo vogliamo per le generazioni future; in questo la tradizione cristiana ha molto da dire (vedi le catechesi sul nostro continente di papa Giovanni Paolo II) perché in particolare l’Europa non sia quella dei mercati ma quella dei popoli,
perché lo spreco di energie diventi utilizzo ragionevole delle risorse, perché il consumo non sia il nuovo idolo al quale bruciare l’incenso.

Mentre scrivo, dopo aver di nuovo percorso le strade e aver incontrato decine e decine di persone comuni non terroristi posso riassumere il sentimento della popolazione con la parola “offesa”, per non essere stata ascoltata, per essere stata trattata come si usa con delinquenti violenti, per non essere stata capita.

Io sono stato offeso – ad un bivio per Mattie da Bussoleno - da uomini in divisa della mia Nazione e dopo essermi fatto riconoscere (testuale: “sei un animale, porta via queste bestie, io sono lo Stato…”) mentre tentavo una mediazione limitata e che poi ha protetto proprio un gruppetto di poliziotti, ma voglio ricordare l’insegnamento di san Francesco: l’insulto fa male a chi lo lancia, non a chi lo riceve.
Grazie se fate circolare, grazie se rispondete, grazie se ci aiutate a ragionare anche con critiche documentate e contrarie a quanto qui ho esposto."

Fra Beppe Giunti, frate Guardiano del convento di San Francesco di Susa

link: http://www.beppegrillo.it

"

Postato il Friday, 09 December @ 13:46:58 CET di
 
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Re: Beppe Grillo 09/12/05: La Voce della Val di Susa/3 (Voto: 1)
di DomenicoSchietti il Friday, 09 December @ 15:34:18 CET
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Io non vado pazzo per i frati ed avrei molto da ridire su preti e papi.... la chiesa cattolica sappiamo benissimo che non solo i n Italia,ma anche in Spagna e Sudamerica è sempre stata ampiamente compromessa con i fascismi statalisti che fanno irritare tanto anche Beppe Giunti (quando si subiscono e non quando si fanno sugli altri?). E non credo neanche in ravvedimenti recenti della Chiesa Cattolica dato che in USA è la più forte alleata di Bush e della guerra ed anche in Italia lo è con Berlusconi e con Aznar in Spagna finchè erano al potere....la chiesa cattolica continua a d essere schierata con la violenza e con la guerra... però l'adesione di beppe giunti è l'ennesima prova chel'antitav sia un fenomeno popolare che vede coinvolta tutta la popolazione della valle di susa.



Re: Beppe Grillo 09/12/05: La Voce della Val di Susa/3 (Voto: 1)
di beppe il Friday, 09 December @ 15:47:50 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)

Belle parole, ma vorrei precisare una cosa sull'introduzione. La folla a Bussoleno (io c'ero) non voleva restitutire un bel niente ai poliziotti. Eravamo per strada a manifestare il nostro sdegno verso le azioni avvenute nella notte a Venaus. Questi si sono bardati da guerra sono venuti verso di noi e ci hanno detto che dovevano passare e che sarebbero passati. Nessuno li ha invitati e nessuno li voleva. Un pò di cervello e di professionalità e sarebbero passati da Sestriere e non sarebbe successo nulla. Ci mostravano i distintivi per farci credere che la loro autorità era superiore alla nostra, il loro potere più forte del nostro. Dopo aver usato i manganelli pretendevano ancora che li lasciassimo passare. Siamo persone responsabili (a Venaus era stato concesso il cambio) perchè sappiamo che anche i poliziotti sono persone. Ma a Bussoleno non potevamo subire un nuovo sopruso.

NO TAV a tutti

Beppe




Re: Beppe Grillo 09/12/05: La Voce della Val di Susa/3 (Voto: 1)
di vipera63 il Friday, 09 December @ 15:53:37 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)

Caro Beppe,

vorrei aggiungere che alla manifestazione dell'8 hanno partecipato pure i docenti degli Istituti tecnici e professionali, alcuni docenti del Galilei di Avigliana, gli insegnanti della scuola materna ed elementare. Non so se vi fosse qualche docente universitario.

VIP   




Re: Beppe Grillo 09/12/05: La Voce della Val di Susa/3 (Voto: 1)
di DomenicoSchietti il Friday, 09 December @ 15:54:20 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio | Journal)
Ma certo, questo frate è innanzitutto un dipendente del suo principale, ma son tutti così: un poliziotto deve obbedire agli ordini dei superiori, come un politico o un manager di un'azienda... altrimenti vengono licenziati, scomunicati o puniti. Borghezio dirà che è merito suo se otterette risultati... i noglobal lo stesso, la chiesa dirà che è merito di papa woityla che dal cielo vi ha benedetto e la polizia dirà che è tutto merito loro che hanno intercesso col ministro per non farvi randellare e Berlusconi si vorrà accollare tuti i meriti e darà la colpa ad uno o due che verranno uficialmente estromessi ma che andranno avivere in qualche bel posto con un bell'indennizzo in attesa di esere riciclati... e così via. C'est la vie. (si scrive così?).




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