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Comitato di solidarietà "DIAMO UN FUTURO DI SPERANZA AI NOSTRI RAGAZZI NICOLAS, LORENZO, STEFANO", costituito per i tre ragazzi di Novalesa che sono stati gravemente feriti dallo scoppio di un residuato bellico mentre lavoravano in un campo:
chi vuole contribuire con un versamento può utilizzare il conto intestato a Pezzoni Gilberto
bonifico bancario IBAN: IT79 Z076 0101 0000 0009 3438 463
oppure ccp 93438463
(chi effettua un postagiro indichi il conto n. 000093438463)
Autofinanziamento delle spese legali del movimento.
I nostri legali lavorano tutti in modo gratuito ma ciò nonostante i costi legali sono alti.

conto corrente postale:001004906838
IBAN IT22 L076 0101 0000 0100 4906 838
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TAV=VAJONT

Solidali alla lotta NO TAV in Val Susa Mafuta7 ha scritto
"Ricevuto da un amico...
Comunicato stampa Comitato superstiti per la difesa dei diritti del Vajont
Gli abitanti della Valle del Vajont si stringono in solidarietà con gli abitanti della Val di Susa e con il comitato NOTAV.

Il motivo è presto detto: non è possibile, abitando nella valle del Vajont, dimenticare la ferita profonda avvenuta in seguito alla realizzazione del progetto: “Grande Vajont”. Questa vicenda fa memoria di una delle prime “grandi opere” realizzate in Italia. A partire dalla fine degli anni cinquanta infatti, nella nostra valle si costruì la diga più alta del mondo finalizzata allo sfruttamento delle ricche risorse idriche in chiave idroelettrica. Anche allora i dirigenti dell’impresa (SADE) e lo Stato sentivano questo progetto come un trampolino di lancio per lo sviluppo. Anche allora si determinarono in fase di progettazione e di realizzazione:
● una spinta prevalente verso gli interessi economici;
● una sottovalutazione delle problematiche idrogeologiche ed ambientali;
● un tentativo strategico di zittire e sedare qualunque volontà di protesta e/o di corretta informazione.
Tutto ciò in una valle affetta da grandi problematiche relative all’instabilità dei versanti.
La notte del 1963 questa gente e questi luoghi furono scossi dallo scivolamento di 270 milioni di metricubi di roccia staccatisi dal Monte Toc e rovinati inesorabilmente nel bacino artificiale a monte della diga del Vajont. Un’onda di immani dimensioni devastò centri abitati e il territorio nella sua complessità. Questi fatti causarono la morte di circa 2000 persone e ferite incancellabili nelle coscienze delle genti che sopravvissero. Oggi la comunità scientifica tutta sostiene che il disastro era prevedibile e soprattutto, ora, si sa che se non ci fosse stato il lago, la frana non si sarebbe staccata con quella velocità e con quella massa. Intervenendo preventivamente si sarebbe potuto evitare questa tragedia e mettere in pratica un’effettiva interazione dell’essere umano con l’ambiente anziché l’interferenza avvenuta.
Forniamo con questa azione di solidarietà anche il beneficio di poter far memoria dei quarant’anni di storia successiva al disastro sopra raccontato. Infatti, questa storia è stata permeata da ingiustizie e da malaffare anche nelle fasi della ricostruzione.
Non possiamo per queste ragioni mancare di affiancarci alla protesta civile e nonviolenta degli abitanti della Valle di Susa contro l’inizio dei cantieri e la realizzazione del tunnel previsto, il cui tracciato interesserà ammassi rocciosi costituiti da pericolosi minerali di amianto e uranio aprendo scenari inquietanti in ambito di salute pubblica. Inoltre ci indigniamo anche per le dinamiche di militarizzazione del territorio a difesa degli interessi di imprese e Stato che si stanno in questi giorni svolgendo in Val di Susa.
Le vittime sono sempre le persone ma il problema resta: troppo spesso si dimenticano i volti e le storie e l’armonia dei luoghi offrendosi liberamente agli idoli dell’interesse economico e della sete di prestigio. Riscopriamo insieme la possibilità apartitica e la volontà generativa di esprimere la propria opinione e di pretendere il giusto approccio e la corretta informazione alle tematiche ambientali.

Hanno aderito:

Alex Zanotelli (Missionario Comboniano)
Dario Bossi (Missionario Comboniano)
Giovaniemissione
Peacelink
Luciano Pezzin (Sindaco di Erto e Casso)
Italo Filippin (Vicepresidente dell’”Associazione superstiti del Vajont”)
Guglielmo Cornaviera (Presidente del “Comitato superstiti per la difesa dei diritti del Vajont”)
E molti liberi cittadini del Comune di Erto e Casso.

"

Postato il Saturday, 03 December @ 15:09:54 CET di
 
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Re: TAV=VAJONT (Voto: 1)
di DomenicoSchietti il Saturday, 03 December @ 15:16:52 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio | Journal)
Invitiamo sinceramente tutte le comunità, non solo italiane, che hanno subito grossi danni per via di: 1) una spinta prevalente verso gli interessi economici; 2) una sottovalutazione delle problematiche idrogeologiche ed ambientali; 3) un tentativo strategico di zittire e sedare qualunque volontà di protesta e/o di corretta informazione; .... a prendere contatto con i manifestanti della Val di Susa per solidarizzare e creare un modello di azione popolare nonviolenta preventiva. L'unione fa la forza! Grazie.




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