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Comitato di solidarietà "DIAMO UN FUTURO DI SPERANZA AI NOSTRI RAGAZZI NICOLAS, LORENZO, STEFANO", costituito per i tre ragazzi di Novalesa che sono stati gravemente feriti dallo scoppio di un residuato bellico mentre lavoravano in un campo:
chi vuole contribuire con un versamento può utilizzare il conto intestato a Pezzoni Gilberto
bonifico bancario IBAN: IT79 Z076 0101 0000 0009 3438 463
oppure ccp 93438463
(chi effettua un postagiro indichi il conto n. 000093438463)
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Il giorno più lungo...
di: Epoch
Postato il: 11-15-2005 @ 10:43 pm

Buongiorno, sono stato ieri testimone in prima linea dei cosidetti tafferugli, avvenuti ieri 31 Ottobre 2005, alle falde del Rocciamelone, già teatro di guerriglia partigiana durante la seconda guerra mondiale. Tutto è cominciato già il 30 Ottobre, con i primi pacifici (non finirò mai di ribadirlo) blocchi dell'unica strada che portava ai siti dei sondaggi. Il tutto è poi continuato il giorno dopo, con la Polizia e i Carabinieri che arrancavano con fatica.... Voglio a questo punto spiegare meglio l'orografia del territorio, un territorio montano, pieno di sentieri costruiti nei secoli dai montanari, per poter accedere ai loro possedimenti in quota, L'unica strada di cui si parla è in parte una strada militare, costruita ad inizio secolo per accedere alle batterie poste fino a 2500mt di quota, in parte una più recente pista tagliafuoco realizzata per facilitare l'accesso dei mezzi anti-incendio. Quello che segue è un breve racconto, basato su quello che ho visto durante la giornata, abitando quasi in punta del paese di Urbiano e con la casa che da' sul''unica strada mi sono trovato ad avere un punto di osservazione ideale. Già dalla mattina del 31 molto presto hanno cominciato a salire numerosi mezzi delle forze dell'ordine, fuoristrada e cellulari, alcuni salivano anche a piedi. Voglio far notare che da casa mia al primo punto di "scontri" ci sono circa 2 Km di strada carreggiabile e dall'inizio del paese, dove credo che abbiano scaricato quei poveri disgraziati quasi altrettanto. I fuori strada sono saliti fino in località "Piano del Molino", dove c'è un ponte sul torrente e anticamente si trovava un Mulino (di cui si osserva ancora il rudere), Quì hanno trovato le primi problemi. Infatti una pianta, probabilmente per l'usura dovuta al forte vento che a giorni alterni spazza la valle, era caduta sulla strada sbarrandola. Anche alcuni muri di pietra a secco erano crollati. Inoltre i pochi ma coriacei manifestanti (una decina) si sono disposti per impedire pacificamente e con le mani alzate l'avanzata dei mezzi. A questo punto è stato chiesto l'intervento di una pala gommata dei vigili del fuoco, per sgomberare la strada. Quasi contemporaneamente stavano arrivando i manifestanti, sempre più numerosi, arrampicandosi per i sentieri dei partigiani, aiutati dagli abitanti del luogo che gli indicavano la strada. Vista la marea di persone che saliva è stato chiesto l'intervento di numerose unità, ovviamente portate in quota a bordo di autoblindo e cellulari che si sono inbottigliati dietro alla pala dei vigili, la pala dei vigili era ovviamente imbottigliata dietro le prime autoblindo salite che avevano chiesto il suo intervento. I numerosi mezzi imbottigliati arrivavano quasi fino in paese... A questo punto sono sbarcati gli agenti in assetto anti-sommossa che si sono diretti verso il suddetto ponte, dove intanto si radunavano i manifestanti. Infatti la mulattiera che sale dal paese, utilizzata dai manifestanti per salire sbuca appena dopo il ponte. Il piccolo torrente e il suo ponticello diventava così il nostro piccolo Piave. Quì sono cominciati i primi tafferugli, I sindaci in prima linea e gli altri manifestanti dietro si sono disposti in modo da occupare la strada, con le mani alzate e gridando slogan, ma mai, insulti e offese a chi purtroppo stava facendo il proprio lavoro (con i nostri soldi). La polizzia avanzava spingendo, e volato qualche calcio e qualcuno dei manifestanti ha rischiato di cadere dal ponte, vecchio e senza spallette. A questo punto ci sono stati due feriti (un manifestante e un agente), a causa della reazione all'accaduto. Visto questo mi sono spostato più in quota, nella vera zona dei sondaggi. La strada dopo il ponte del "Piano del molino" prosegue con un tornante e poco dopo c'è un bivio. A destra si prosegue per il Rocciamelone e a sinistra per il piccolo abitato del Seghino, per raggiungerlo si deve superare un altro ponte sullo stesso torrente. Raggiungo la borgata Seghino e proseguo per mulattiere e sentieri arrivando alla pista tagliafuoco e tramite questa il luogo dei sondaggi. Numerose palizzate sono state realizzate lungo la strada. In pratica per raggiungere i luoghi dei sondaggi con dei mezzi a motore, ci si deve arroccare salendo da Urbiano in direzione Rocciamelone e poi si prosegue in direzione Ovest praticamente in piano, per circa 6Km. In pratica ci trovavamo sopra le borgate di Marzano e S.Giuseppe, cioè quelle più a Ovest di Mompantero. Urbiano è quella più a Est. Dalle borgate di S.Giuseppe e Marzano partono due sentieri, Uno di questi è stato usato da una parte degli agenti per salire in quota, dopo aver scarpinato avanti e indietro lungo la strada comunale per trovare il sentiero... Arrivati in zona stremati e ansimanti si sono trovati in una posizione difficile da gestire. Infatti erano più in basso rispetto ai manifestanti e non potevano caricare. Attimi di panico e tensione, una scintilla poteva dare fuoco alla situazione, con tragiche conseguenze perchè il pericolo di cadere dalla scarpata in caso di collutazioni era elevatissimo! I montanari (tutti anarchici e No-Global, secondo alcuni), hanno affrontato la situazione cantando "Fratelli D'Italia" e "O Bella ciao..", vi posso dire che c'erano alcuni agenti che piangevano e canticchiavano con noi. Dopo qualche ora di tensione senza scontri è arrivato il momento di ritirarsi e ci si è diretti tutti a valle, noi contenti e loro con le pive nel sacco. Tornato al bivio del Seghino un altro momento di tensione. Un gruppo. per fortuna ridotto, di teste calde, bloccavano la ritirata ad una 30a di Carabinieri. Armati di manganelli e scudi e "Implotonati". Passando di fianco ho avuto paura. In più sul ponte sottostante c'erano altrettanti poliziotti e la strada tra i due era piena di manifestanti che si ritiravano, questi ultimi in modo pacifico. L'intervento dei sindaci ha sbloccato la situazione. alcuni hanno bloccato le teste calde e altri hanno accompagnato, tipo servizio di sicurezza, i Carabinieri in mezzo ai manifestanti, che osservavano disposti su due ali ai bordi della strada, la stana scena. Una volta riuniti, Carabinieri e poliziotto, sono risaliti sui loro mezzi e sono scesi a valle. Fino a quì cantavamo vittoria, ma nella notte le forze dell'ordine hanno bloccato tutti gli accessi ai luoghi, liberato le strade e messo i picchetti per espropriare i terreni, In beffa alle leggi, che prevedono dei precisi tempi per effettuare queste disposizioni. Come si fa a credere ancora alla democrazia se alcuni possono "fare quello che vogliono?" Che armi abbiamo per combattere se, quando la gente mena sono terroristi e quando non lo fa e sbeffeggiata in questo modo? Come si può far sentire la propria voce quando i telegiornali (con pochissime eccezioni), sono pilotati e danno l'80% delle notizie pilotate? Grazie. Favro Giuliano. Cittadino della Valle di Susa.


Ultimo aggiornamento il 11-27-2005 @ 09:00 pm


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