CMC di Ravenna - Aperta un'inchiesta per turbativa d'asta
Data: Saturday, 26 May @ 15:03:31 CEST
Argomento: dai media


AGGIUDICATA SECONDO IL CRITERIO DEL MASSIMO RIBASSO, POI BOCCIATO DAL SINDACO PISAPIA
Aperta un\'inchiesta per turbativa d\'asta sul primo appalto relativo a Expo 2015
La gara da 90,4 milioni di euro era stata vinta nell\'ottobre scorso dalla cooperativa Cmc di Ravenna *


La gara al massimo ribasso, le sette offerte più vantaggiose tutte sotto la «soglia di anomalia», sospetti su fughe di notizie segrete, funzionari compiacenti e l\'ipotesi di un cartello d\'imprese che avrebbe inquinato le procedure e aggiustato l\'assegnazione deilavori. Fin qui, lo scenario. L\'accusa, ora: turbativa d\'asta. La Procura ha messo sotto inchiesta il primo appalto di Expo, la maxi commessa da 90,4 milioni (più altri 6,8 milioni di oneri sicurezza) per «la rimozione delle interferenze presenti nel sito espositivo», e cioè la pulizia e lo sgombero dell\'area che ospiterà i padiglioni internazionali nel 2015.

Gli investigatori della Guardia di Finanza, coordinati dall\'aggiunto Alfredo Robledo e dai pm Filippini e D\'Alessio, hanno acquisito ieri la documentazione di gara nella sede di MM, la società che ha «supportato tecnicamente» la stazione appaltante Expo spa. Le buste sono state aperte il 20 ottobre 2011 e l\'appalto aggiudicato alla Cooperativa muratori e cementisti di Ravenna (Cmc), gigante delle costruzioni nella galassia Legacoop. L\'offerta vincitrice è risultata più bassa del 42,83% rispetto alla base d\'asta (58,5 milioni anziché 90,4). La «soglia di anomalia» stabilita dalla società Expo 2015 consente ribassi fino al 38,396%. La Procura vuole anzitutto verificare la trasparenza della procedura amministrativa, controllandone modalità, tempi, giudici, partecipanti, chiarendo se è stata istruita rispettando i requisiti della «segretezza» e della «parità» dei contendenti. Sarebbero già indagati alcuni funzionari pubblici e all\'accusa di turbativa d\'asta potrebbe seguire quella di corruzione.

L\'indagine su Expo è una costola dell\'inchiesta per corruzione che ha portato all\'arresto dell\'ex vicepresidente pdl del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani e dell\'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli (che versò al primo una mazzetta da 100 mila euro). È stato proprio Locatelli, terzo classificato nella gara Expo, a fornire ai magistrati lo spunto investigativo. La traccia è conservata nella graduatoria definitiva dell\'asta. Azienda vincitrice: la Cooperativa Cmc di Ravenna, solo sfiorata dal terremoto del sistema Sesto, con un ribasso del 42,830%. Seconda, nonostante un taglio ai costi del 42,357%: la Dec, società dei fratelli Degennaro già coinvolta nello scandalo degli appalti a Bari e citata nelle carte sul crac del San Raffaele. Terza impresa in graduatoria e prima «fuori premio» è infine la Locatelli Lavori spa, che ha presentato un\'offerta al ribasso del 41,341%. Ecco: proprio Pierluca Locatelli avrebbe segnalato ai magistrati lo scarto minimo che distanzia le prime proposte in gara, appena mezzo punto percentuale. La sua testimonianza, dopo la confessione sulla tangente a Nicoli Cristiani, è ritenuta credibile dagli investigatori.
Il criterio del massimo ribasso, ereditato dalla ex giunta Moratti, è stato bocciato e rivisto dal sindaco Giuliano Pisapia: per le prossime gare, dall\'appalto le Vie d\'acqua alla commessa per la costruzione della «piastra», è stato imposto il veto all\'apertura delle buste. I vertici di Expo 2015 e le istituzioni milanesi hanno siglato un protocollo di legalità il 13 febbraio scorso con il ministro dell\'Interno Anna Maria Cancellieri: vincoli, controlli e un comitato-sicurezza per evitare affari sporchi ed infiltrazioni mafiose.
di Armando Stella da http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_maggio_25/indagine-turbativa-asta-appalto-expo-cmc-cooperativa-ravenna-finanza-201335294872.shtml
[*] La CMC di Ravenna è la stessa società che,






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